Altri miti da sfatare: non fare il bagno dopo mangiato….

Altri miti da sfatare: non fare il bagno dopo mangiato….

Tante leggende metropolitane, pregiudizi vari duri a morire ma oggi la scienza ci da nuove spiegazioni che dovrebbero aiutarci a superare le antiche credenze

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    Clistere

    Come ben si vede in medicina spesso ci si rincorre con linformazioni sovente diametralmente opposte le une con le altre, ad esempio, frasi del tipo, prendere un antidolorifico il più tardi possibile, pulirsi le orecchie con i bastoncini è la cosa migliore da farsi, sono situazioni che ci siamo snetiti ripetere per anni e che continuiamo a sorbirci con stucchevole ripetitività, complice magari una pubblicità martellante o granitiche credenze che si è dimostrato sono quanto mai sbagliate e fallaci. I riscontri poi nella realtà sono di ben altro tenore e, fra miti e leggende metropolitane varie, si vede che alla fine molte risposte sono più dettate dai luoghi comuni che dalla necessità di applicare regole di vita molto spesso sbagliate.

    In effetti già in passato s’era visto come molti istituti di ricerca si erano espressi avverso a molti luoghi comuni che non avevano esitato di suscitare una certa curiosità anche in noi, ma la lista è quasi interminabile e ci interessa vedere a quali altre assurdità siamo stati sottoposti inutilmente fin da bambini e continuiamo, nostro malgrado, a trasmettere noi stessi in un’infinita Catena di Sant’Antonio dura a… morire!

    Un esempio immediato, il consiglio, quasi perentorio di chi ci vorrebbe obbligare a bere otto bicchieri d’acqua al giorno. Non c’è nulla di più insensato, intanto non tiene conto delle condizioni climatiche, se bere questa quantità di liquidi può essere normale, può divenire insufficiente nelle giornate calde d’estate o dopo uno sforzo fisico notevole oppure eccessiva quando il corpo non richiede liquidi in eccesso. Così non si può nemmeno generalizzare, otto bicchieri sono una giusta dose per qualcuno e una dose irrisoria per chi assume farmaci come i diuretici o abbia problemi renali o cardiaci, così come è più sensato rispondere allo stimolo della sete, soprattutto quando questa sia in risposta ad uno stato di malessere cui il corpo risponde attivando tale stimolo. Un percorso diverso è quello che vale per gli anziani per i quali lo stimolo della sete, per l’età, è quasi anestetizzato e soprattutto in estate rischiano di disidratarsi, oltretutto un anziano sottoposto a multiterapie per via delle diverse patologie di cui è affetto, spesso ha più bisogno del giovane di idratarsi, atteso che una disidratazione nel giovane è facilmente risolvibile spesso con una bella bevuta, nell’anziano tale condizione rischia di compromettergli la vita per scompenso cardiocircolatorio.

    Un altro mito da sfatare, anche se controverso, è quello che prescriverebbe la pulizia del canale uditivo con i famosi “bastoncini” predisposti con un batuffolo di cotone all’estremità. Se oggi siamo ancora a chiedersi se è questo o meno il miglior sistema per pulirsi le orecchie è colpa delle nostre madri che ci hanno inseguito da bambini coi cotton fiock ma anche delle varie pubblicità che a tutte le ore ci indicavano il miglior metodo per far fuoriuscire il cerume.

    Intanto il cerume è una sostanza naturale che non va rimosso per intero perché svolge la sua funzione e, anzi, con l’ossessione di rendere il canale uditivo più lindo di una sala operatoria si rischia, quando non si provocano danni all’orecchio medio, di stimolare da parte delle ghiandole apposite altro cerume. Ma c’è di più, cercare il cerume come se avessimo a che fare col materiale decantato ai bordi di un pozzo, rischia di compattare la sostanza nel fondo rischiando i famosi tappi. Che fare, se il cerume è davvero troppo o si sono formati i tappi, meglio rivolgersi all’otorino e nell’attesa utilizzare gli speciali prodotti in vendita in farmacia.

    C’è un’altra leggenda metropolitana da sfatare, quella che vuole che tagliando peli e capelli questi crescano meglio. Non si capisce il motivo di questa granitica certezza, che è stata superata da uno studio di quasi un secolo fa, eppure, molti parrucchieri, chissà perché, ancora la raccontano come vera. Falso, il pelo reciso cresce come se non lo si tagliasse, semmai sembra più lungo perché è più scuro e dritto visto che non ha subito ancora lo stress da pettine etc.

    Naturale è meglio

    Intanto c’è da dire che da quando l’uomo ha cominciato a civilizzarsi ha iniziato ad utilizzare sostanze naturali per curarsi e tutto quello che faceva prima istintivamente lo ha fatto in maniera scientifica. Sbagliatissimo è pensare che ciò che è naturale sia anche salutare.

    Provate a mangiare un piatto di naturalissimi funghi velenosi, forse non lo potreste più raccontare, si provi a far fuori grandi quantità di foglie di digitale, difficilmente si resterebbe in vita e che dire poi di Socrate che bevve un decotto della naturalissima erba cicuta, più naturale di così….. si muore! Le sostanze naturali sono spesso dannosissime dunque bisogna conoscerle e i farmaci quando non sono di sintesi, ovvero ricavati in laboratorio, sono preparati in maniera da ridurre il principio attivo dei farmaci naturali a quelle dosi non letali ma terapeuticamente efficaci. Assumere sostanze naturali pensando che debbano fare per forza bene e senza alcun criterio è da pazzi!

    Questa invece è una vecchia credenza che nel medioevo e fino alla rivoluzione francese era la norma, ovvero, ritenere che l’intestino dovesse essere pulito con la stessa frequenza con la quale oggi ci laviamo il viso la mattina. Oltre al fatto che l’intestino non è né sporco né pulito in se, non si capisce perché, col clistere, la pratica più diffusa utilizzata per pulirlo si possa renderlo brillante come un pavimento lindo. Per fortuna questa barbarie oggi è in disuso, lasciando il clistere a poche evenienze e sempre sotto controllo medico. Eccedere con i clisteri ha la controindicazione di far perdere preziosi sali all’organismo, se si vuol tenere pulito l’intestino, fatto illogico per la verità, meglio bere di più.

    Altra credenza sbagliata, meglio prendere un antidolorifico il più tardi possibile. E’ stupido e, a volte persino, pericoloso. Il dolore va debellato subito, non a rate e nel tempo, soffrire sperando che il mal di testa, solo per fare un esempio, se ne vada da solo, espone a inutili sofferenze, se il farmaco farà effetto meglio farlo agire subito evitando lo scatenamento di quelle reazioni naturali dell’organismo a cascata che renderà più difficile debellare il dolore o la causa della sofferenza. In certi casi, inoltre, procrastinare l’utilizzo di un farmaco, sine die, in attesa di chissà quale miracolo divino, causa all’organismo tutto uno stato di agitazione psicomotoria che in certi soggetti debilitati può avere conseguenze anche gravi.

    Ed infine, non fare il bagno dopo mangiato, rimandiamo ad altra trattazione quest’ultima credenza, pensando solo a quanto sia scriteriato da parte di certuni, non fare il bagno dopo mangiato ed invece sottoporsi ad estenuanti esercizi fisici, sicuri del fatto che stanno lontani dall’acqua. Il risultato sono pericolosi svenimenti anche in questo caso con l’unica attenuante di cadere come pere mature per terra anzicchè in acqua, il che sarà sicuramente più sicuro, ma sempre una magra e imbarazzante consolazione rimane!

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