Alta la pressione, alto il rischio ictus [VIDEO]

Alta la pressione, alto il rischio ictus [VIDEO]

Per tenere a debita distanza l’ictus, meglio tenere sotto controllo il livello delle pressione sanguigna: la pressione alta alza notevolmente il rischio cardiovascolare

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    Alta la pressione, alto il rischio ictus [VIDEO]

    Per le persone di mezza età, tenere sotto controllo i livelli della pressione sanguigna, evitando pericolosi aumenti o balzi fuori programma dovrebbe essere non solo una buona abitudine, ma, addirittura, un imperativo. Infatti, una variazione al rialzo troppo frequente e improvvisa della pressione può significare un aumento significativo del rischio di essere colpiti da ictus o da infarto.

    Che l’ipertensione fosse un fattore di rischio per l’ictus, come per l’infarto, si sapeva, ma l’ulteriore conferma arriva da una nuova sperimentazione, condotta da un team di esperti della Northwestern Medicine, pubblicata sulla rivista Circulation. Per tenere sotto controllo il rischio ictus, è fondamentale mantenere la pressione sanguigna sotto i livelli di guardia.

    Questo studio ha stabilito un legame preciso tra la pressione alta e l’ictus, quantificandolo con precisione (30% di rischio in più di sviluppare disturbi cardiovascolari) ma non solo. Per la prima volta ha collocato questa relazione pericolosa, tra la variazione della pressione e le malattie cardiovascolari, in una fascia d’età precisa, quella compresa tra i 41 e i 55 anni.


    “Abbiamo trovato che più siamo in grado di prevenire l’ipertensione o rimandarla, minore è il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Anche per le persone con una pressione sanguigna normale vogliamo essere sicuri che la mantengano a quel livello e non inizi ad aumentare nel tempo” ha osservato Norrina Allen, che ha coordinato la ricerca.

    Nel corso della sperimentazione, per giungere a queste conclusioni, gli esperti hanno analizzato i dati di più di 60 mila persone, coinvolte nel Cardiovascular Lifetime Risk Pooling Project, cominciando dalla lettura della loro pressione basale a 41 anni, per poi verificarne il livello a 55 anni e seguire i pazienti fino al verificarsi del primo infarto o ictus.

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