Alluminio: esiste una intossicazione?

Alluminio: esiste una intossicazione?

L'intossicazione da alluminio esiste, si tratta di un fenomeno che ha almeno una volta nella vita colpito l'80% della popolazione, non è sempre chiaro come il contatto avvenga, ma il risultato è quello di uno stato di salute in pericolo costante

da in Benessere, Primo Piano, Ricerca Medica, Intossicazione-Alimentare
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    Alluminio

    Alluminio: non ci sono manifestazioni evidenti, ma di fatto siamo tutti circondati da materiali composti da alluminio, lo troviamo nelle confezioni alimentari, nelle pentole per la cucina, nelle costruzioni abitative e in parecchi utensili di uso quotidiano, è una delle migliori materie per resistenza e per salubrità da contaminazione batterica, apparentemente inalterabile consente maggiore igiene per il trattamento dei cibi, consente una buona pulizia e permette di agevolare nel mantenimento dei beni materiali contro la usura del tempo, a conti fatti un materiale conveniente, ma alcuni studiosi hanno scoperto che possono rimanere nel corpo, specie dei bambini, delle tracce di questo materiale, vediamo insieme come e specialmente perché.

    Effettuando un test per evidenziare i minerali che sono presenti nell’organismo, emerge che l’80% della popolazione in media è stata sottoposta a contaminazione da alluminio, un fatto che non sembra essere definitivo, data la carenza di uno studio che consenta di determinare come e quanto questo metallo possa contaminare, ma che serve per aiutare a capire alcune pratiche da seguire in fatto di conservazione dei cibi.

    Prima di tutto: i fattori che possono essere determinanti in fatto di contaminazione alimentare da alluminio sono legati al processo di ossidazione dei cibi per contatto con acidi o di limatura di alluminio, residuo della carta di alluminio usata in cucina, nel primo caso si tratta di un fenomeno che richiede del tempo, ad esempio la conservazione di cibi acidi in alluminio per troppe ore non è mai adatta alla salubrità, il cibo ossidato non è più commestibile, ma questo fatto è determinante anche per la coservazione in altri materiali, non solo alluminio, nel secondo caso si tratta di attenzione nel trattamento delle strumentazioni, una limatura di alluminio non si forma per contatto, ma è necessaria abrasione, di conseguenza, dopo aver trattato dei contenitori, va verificata la sciacquatura e la pulizia della superficie a contatto alimentare.

    Uno stesso paragone vale per i prodotti conservati in barattoli non smaltati e in tubetti che non hannoil marchio CE, una garanzia in più in fatto di trattamento per conservazione di prodotti alimentari, di estetica, medicinali e creme.

    L‘intossicazione da alluminio dipende da molti fattori che sono contemporaneamente attivi all’interno dell’organismo: l’alluminio può accumularsi nei reni, nella tiroide, nel fegato e nelle ossa o nell’intestino, per verificare se si è stati esposti alla contaminazione il primo test da effettuare è il test mineralogramma del capello, dove viene prelevato un grammo di capelli dalla nuca e analizzato cercando le tracce dei minerali presenti, i capelli sono una delle uniche fonti di informazioni chimiche di facile accesso per test di questo genere, il secondo è il test kinesiologico, eseguito da un naturopata/omeopata di fiducia.

    La intossicazione da alluminio si traduce in sintomi che possono partire dalla difficoltà di riflessi, di coordinazione, scarsa memoria e mal di testa, i alcui casi studi medici confermano che la intossicazione da alluminio interferisce con la anemia, causando disturbi nel sangue e problemi di circolazione.

    Alcune informazioni sono tratte dal sito internet di Criticamente
    Le immagini sono tratte dal sito internet de la Gabbianella

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