Alli: farmaco per dimagrire venduto senza alcuna precauzione dai farmacisti

Alli: farmaco per dimagrire venduto senza alcuna precauzione dai farmacisti

Alli è un farmaco studiato per contrapporsi al grave soprappeso e costa 53 euro, una cifra che sicuramente fa gola al farmacista che non pone alcuna domanda alla ragazza che lo richiede e che con a dosso una microtelecamera registra tutto; come si vede dal filmato la stragrande parte dei farmacisti e parafarmacisti di tutta Italia

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    Alli: farmaco per dimagrire venduto senza alcuna precauzione dai farmacisti

    Questo video che ha disposto Altroconsumo è quasi scandaloso, di fronte al guadagno derivante dalla vendita di un farmaco indicato per combattere il grave sovrappeso in soggetti ove ne sia stata confermata la necessità terapeutica e per questo lo si dovrebbe accompagnare alla ricetta medica, viene venduto dal 74% dei farmacisti cui si sono rivolti i responsabili di Altroconsumo, senza che da parte dei farmacisti sia stata mai fatta una domanda che per lo meno facesse luce sulle eventuali reali indicazioni del farmaco Alli di libera vendita.

    Alli è un farmaco studiato per contrapporsi al grave soprappeso e costa 53 euro, una cifra che sicuramente fa gola al farmacista che non pone alcuna domanda alla ragazza che lo richiede e che con a dosso una microtelecamera registra tutto; come si vede dal filmato la stragrande parte dei farmacisti e parafarmacisti di tutta Italia dove ci si è rivolti per ottenere il farmaco, sottolinea solo il costo dello stesso, ma nessuna domanda balena nella loro mente, né sull’eventuale reale esigenza di rivolgersi a questa specialità, né tanto meno sugli effetti collaterali della molecola, che pure ci sono.

    Altroconsumo ha fatto un’inchiesta in 58 farmacie, 9 parafarmacie e 3 corner ipermercati di Roma, Milano, Bari, Napoli, Palermo, Torino. “Il farmaco viene venduto come se fosse acqua fresca”, denuncia l’associazione. Vero è che Alli è venduto senza ricetta, ma per l’associazione la funzione del farmacista dovrebbe essere quella di orientare o comunque prestare attenzione al prodotto.

    La cosa che inquieta di questo farmaco è che parliamo di una molecola che fu messa in vendita negli anni novanta il cui principio attivo è l’Orlistat; visti gli effetti collaterali che si erano verificati con quel farmaco si decise di dimezzarne il dosaggio mettendolo in vendita come libero farmaco ad opera della Casa produttrice, la Glaxo. Gli effetti collaterali come c’erano prima sono rimasti anche adesso, tant’è che la FDA sta raccogliendo i dati relativi a medici e pazienti al fine di prendere provvedimenti, stante il fatto che il farmaco pare determinare danni a pancreas e fegato “In gergo tecnico questa operazione di dimezzamento del principio attivo e del cambiamento del nome commerciale del farmaco si chiama “switch”: si prende un vecchio principio attivo e lo si fa passare da farmaco per cui ci vuole la ricetta del medico a farmaco da automedicazione, vendibile cioè senza prescrizione”.

    Il Beuc, di cui anche Altroconsumo fa parte, si è detto contrario e “ha espresso critiche durissime nei confronti di questa manovra, con la speranza, purtroppo inascoltata, di fermare la delibera – spiega Altroconsumo – Il perché è semplice: l’orlistat non ha le caratteristiche di un farmaco che può essere venduto liberamente.

    Non fosse altro per il fatto che l’obesità per cui è indicato questo trattamento non è una condizione che una persona può gestire da sé, né è un disturbo passeggero che si risolve con una pillola. Inoltre, il lungo elenco di effetti indesiderati più o meno gravi e fastidiosi e il profilo assai ristretto di chi in teoria trae beneficio da questo farmaco non giocano a favore della sua vendita libera. Infine, il trattamento deve essere inserito all’interno di un programma di dimagrimento completo, che prevede una dieta corretta e uno stile di vita dinamico”. Il fatto ancora più inquietante è che le “attrici” che hanno acquistato il farmaco erano donne di peso regolare e sane in salute alle quali nulla è stato chiesto circa il destino del prodotto, ovvero, chi mai lo dovesse consumare. I risultati dell’inchiesta, rileva l’associazione, sono stati inviati all’Aifa e a Federfarma, perché Alli è indicato per poche persone e può dare disturbi.

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