Allergie: così tante perchè si fugge dalle campagne

Allergie: così tante perchè si fugge dalle campagne

Dallo studio è anche emerso un altro importante dato, ovvero, lo stesso latte bollito di fattoria, attenzione veniva escluso il latte non bollito, partecipava anch’esso a limitare fenomeni allergici dei nascituri nei confronti delle molecole di latte vaccino

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    Quante volte ci è stato detto, sia pure adducendo prove empiriche, che un tempo le allergie nei bambini erano di gran lunga meno diffuse che nei nostri giorni. Vero è anche che quando si perviene ad una tale dimostrazione non si può negare il fatto che oggi la diagnosi di una affezione o di una patologia è più agevole e completa di un tempo e che dunque svela malattie un tempo impossibili da diagnosticare.

    Vero è anche che di fronte alle allergie soprattutto dei bambini a giocare un ruolo importante intervengono fattori ambientali come lo stesso inquinamento che ha di fatto spostato l’indicatore epidemiologico verso un gruppo sempre più elevato di pazienti. Ma siamo sicuri che alla fine a determinare il maggior numero di allergie sia solo il fatto di saperle oggi meglio diagnosticare rispetto ad un tempo, al punto da scoprire sempre nuovi casi, siamo certi che solo i fattori inquinanti e i nuovi allergeni abbiano partecipato attivamente a determinare un maggior numero di soggetti allergici rispetto al passato oppure c’è anche qualcos’altro da determinare e tenere in seria considerazione?

    A fornirci una prima indicazione, che in qualche modo ci spiega anche il motivo per cui ci si imbatte sempre più sovente con le allergie soprattutto da parte di pazienti pediatrici, è uno studio compiuto da Ricercatori dell’University Children’s Hospital di Monaco di Baviera, in Germania, che sono addivenuti ad un’importante conclusione che val la pena di seguire.
    Secondo gli scienziati tedeschi, prima i bambini erano meno esposti alle allergie per via del fatto che le madri, fin dalla gravidanza venivano in contatto continuo con la desquamazione di animali e di altri elementi correlati in qualche modo alla vita di campagna, ciò determinava nei bambini una protezione efficace che andava dal periodo prenatale e proseguiva fino all’età scolare.

    Lo studio è stato effettuato su donne incinta che vivevano nelle zone rurali di Austria, Finlandia, Francia, Germania e Svizzera arruolate nel terzo trimestre di gravidanza.

    L’informazione sull’esposizione materna agli elementi di vita rurale, sulla nutrizione e sulla salute durante la gravidanza, sono state ottenute mediante interviste.


    Dallo studio è anche emerso un altro importante dato, ovvero, lo stesso latte bollito di fattoria, attenzione veniva escluso il latte non bollito, partecipava anch’esso a limitare fenomeni allergici dei nascituri nei confronti delle molecole di latte vaccino. In ultimo sarebbe emerso anche che il contatto della mamma con il fieno delle stalle ha aumentato la resistenza verso i fenomeni allergici dei bambini nei confronti dello stesso fieno, del polline e delle graminacee.

    Dunque sembrerebbe di capire che oggi le allergie si manifestano tanto precocemente ed in un numero tanto elevato per il fatto che l’individuo non ha più nessun contatto con elementi della vita cui poi, però, è costretto a confrontarsi.
    Ege MJ et al, J Allergy Clin Immunol 2008; 122: 407-412

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