Allergie Alimentari: sempre in aumento e sempre più gravi

Allergie Alimentari: sempre in aumento e sempre più gravi

Tutt'altro che risolto il problema delle allergie alimentari; un fenomeno in rapida crescita sopratutto nei bambini e che rappresenta un pericolo gravissimo per la stessa vita di chi vi soffra

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    l’allergia alimentare da latte sempre più frequente

    Un problema tutt’altro che marginale quello vissuto sulla propria pelle dagli allergici alimentari, basta una piccola svista, un piccolo errore e ci va di mezzo la stessa vita, colti come possono essere questi pazienti dal temibile shock anafilattico che, spesso, a seconda della gravità delle forme non è possibile risolvere neanche in urgenza ed in reparti specializzati.

    In Italia di allergici alimentari se ne contano quasi 600 mila di età al di sotto dei 18 anni, un terzo dei quali bambini in età non scolare, mentre almeno 150 mila sono bambini fino a 10 anni d’età. I guai peggiori sono per quei bimbi, sono almeno 5.000, che di fronte ad una reazione allergica rischiano proprio la vita, lo attesta il tristissimo dato secondo il quale almeno 40 di questi bambini muoiono a causa di uno shock anafilattico ed a causa del contatto con il latte, oppure con le nocciole, alimenti che spesso vengono assunti accidentalmente perché facenti parte di elementi secondari del piatto e, dunque, aggiunti come aromatici.

    Un problema serissimo che non solo non accenna a diminuire ma che, al contrario, tende ad aumentare; “L’allergia alimentare, in particolare verso latte, uova e nocciole e’ la causa piu’ frequente di shock anafilattico e spesso segna l’inizio dell’evoluzione verso altre malattie allergiche quali la rinite e l’asma – spiega Maria Antonella Muraro, responsabile del Centro dedicato allo Studio e alla Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari, operativo nella Regione Veneto presso l’azienda ospedaliera dell’Universita’ di Padova -. Sforzi maggiori devono essere dedicati all’identificazione dei bambini a rischio attraverso una diagnosi appropriata con prove allergologiche cutanee e sul sangue. L’esclusione dell’alimento rappresenta tuttora l’unico trattamento efficace nella prevenzione della reazione allergica“.

    D’altro canto è difficile delineare le aree del rischio in presenza anche di un’industria alimentare divenuta sempre più variegata nella formulazione dei propri preparati laddove è possibile che si annidino sostanze che gli allergici non possono tollerare. Il risultato è che a fronte di un aumento del 20% del numero dei soggetti allergici si assiste anche ad un aumento del numero di ricoveri per la fascia d’età che va da 0 a14 anni, aumentato di ben sette volte nell’ultimo periodo, per non parlare delle visite specialistiche richieste anch’esse aumentate di almeno un triplo rispetto a poco tempo fa.

    “L’allergia piu’ frequente e’ quella al latte vaccino: non lo tollerano oltre 100 mila bimbi fra zero e cinque anni, costretti a ricorrere a tipi di latte speciali molto costosi”, spiega ancora Muraro. “Nella maggior parte dei Paesi europei – informa Marcia Podesta’, presidente di Food Allergy Italia, che fa parte di una rete internazionale di 15 Associazioni di pazienti con allergie alimentari – questi prodotti speciali per allergici sono rimborsati, se il paziente ha la prescrizione medica; in Italia solo Lombardia, Friuli e Sardegna coprono i costi dei tipi di latte speciale, che altrove sono totalmente a carico della famiglia”. Purtroppo ben il 40 per cento dei cittadini non sa o non e’ al corrente che esistano le allergie alimentari.
    Fonte foto e articolo: AGI

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