Allergia o intolleranza? Qual è la differenza?

Esiste una differenza fra allergia e intolleranza

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    Allergia o intolleranza? Qual è la differenza? Solo a titolo indicativo, una persona mediamente nella propria vita avrà consumato qualcosa come venti tonnellate di alimenti, gli stessi che, in misura diversa, avranno consentito allo stesso individuo di vivere. Perché il cibo ci permette di vivere è presto detto, perché da ciò che mangiamo ricaviamo quei nutrienti che, una volta assunti e assimilati, partecipano ai delicati processi metabolici indispensabili alla vita. Eppure, sempre più spesso, sono proprio gli alimenti che, come visto, ci tengono in vita, a rappresentare un pericolo o ad essere responsabili di fastidi a vario livello. Un capitolo che viene affrontato con attenzione dal mondo scientifico e che ci permette di distinguere due fenomeni diversi ma accomunati da una stessa causa: il cibo.

    La differenza fra allergia e intolleranza

    L’allergia può essere considerata come una reazione scatenata dal sistema immunitario in modo esagerato. Il meccanismo si attiva in seguito all’azione di un allergene, che viene percepito come un elemento estraneo e per questo gli anticorpi provocano una risposta, che di solito è sproporzionata, per evitare che eventualmente l’allergene possa essere causa di danno. Nel caso dell’intolleranza non viene coinvolto il sistema immunitario, quindi essa non può essere considerata una risposta immunitaria dell’organismo.

    Di solito la reazione, come accade, per esempio, nell’intolleranza al latte, si ha quando si consuma una certa quantità di un cibo e l’organismo si trova in difficoltà, perché non può provvedere a digerirlo in modo corretto. E’ bene sottoporsi ai test specifici, quando si hanno i sintomi di intolleranze alimentari, per stabilire quale dieta seguire, se si manifestano dolori addominali, diarrea, nausea, prurito e arrossamento della pelle.

    Intanto c’è da dire che non esiste nessun alimento che non possa scatenare una reazione allergica, semmai, è più corretto dire che ne esistono alcuni, più di altri, in una popolazione di individui predisposti, che causano più frequentemente una reazione esagerata dell’organismo, fra questi citiamo alcuni frutti, quali la mela, la pesca, le fragole, il kiwi, le noci, le arachidi, oppure ortaggi quali il sedano, il pomodoro, la soia, le fave, alcuni pesci quali, i crostacei, i molluschi, o, ancora, alimenti quali l’albume o il tuorlo d’uovo, le proteine del latte vaccino, alcune verdure, un numero cospicuo di additivi alimentari. Sono, quelli citati, per la maggior parte cibi che ingeriamo anche tutti i giorni, ma in alcuni individui andranno banditi dalla tavola perché alcune sostanze presenti in questi cibi, o gli stessi alimenti, sono responsabili di allergie alimentari.

    L’incidenza delle allergie alimentari

    C’è stata e continua ad esserci una sempre maggiore incidenza di allergie alimentari nei Paesi sviluppati, al punto che possiamo parlare di un fenomeno progressivo e inarrestabile che, col tempo, non potrà che aggravarsi. Le cause sono molteplici. Quelle più accreditate dalla scienza, sono almeno cinque. Iniziamo col dire che l’attuale alimentazione prevede che nello stesso alimento possano esistere piccole quantità di sostanze per la maggior parte delle persone innocue, per altre dannose, quali, ad esempio, additivi, conservanti, edulcoranti, coloranti, inseriti, per lo più dall’industria alimentare, perché in grado di conservare meglio i cibi o per renderli più graditi al palato e di aspetto più presentabile. A volte, anche solo una di queste sostanze è sufficiente a scatenare una reazione allergica dell’organismo.

    Un’altra causa andrà ricercata nella consuetudine di irrorare i campi coltivati a frutta o verdura con diserbanti, insetticidi, farmaci fitoterapici, che non si riescono ad allontanare del tutto neanche provvedendo ad accurati lavaggi di quanto poi finisce sulle nostre tavole. Mentre per alcuni individui piccole quantità di queste sostanze risultano innocue, salvo poi avere effetti negativi sulla salute a distanza di tempo, in altri anche piccole tracce di queste sostanze sono causa di reazioni allergiche. Altra causa individuata è l’introduzione nella nostra dieta di frutti e piante alimentari esotiche che trovano impreparati certi individui ad accoglierli dal proprio organismo, che continua a riconoscerli estranee.

    Ma non è finita qui, l’aver stravolto le abitudini alimentari nel volgere di qualche generazione, cambiando da un’alimentazione per lo più semplice, come quella contadina di un tempo, a quella moderna, elaborata e ricca di sostanze tanto diverse l’una dall’altra, ha generato un grande numero di casi di allergie alimentari, un tempo sconosciute. Ed, in ultimo, persino l’alimentazione del lattante, sempre più rivolta all’impiego di latte non materno ha causato una sorta di scompenso del sistema gastroenterico del neonato che, poi, nel corso della vita, ha determinato una sorta di sensibilizzazione ad eventuali antigeni alimentari responsabili di allergia.

    Da ciò ne consegue che è utile discriminare due eventi che si verificano nell’organismo a contatto con una sostanza estranea. Parliamo di reazioni tossiche e prevedibili, le prime di più facile comprensione proprio perché l’organismo le considera già di per sé nocive, pensiamo a certe erbe o funghi velenosi o, più comunemente, all’azione dell’alcool ingerito in grande quantità. Le reazioni non tossiche e prevedibili si hanno tutte quelle volte che si scatenano nell’organismo reazioni di tipo individuale davanti ad alimenti che nella maggior parte delle persone sono ben tollerati, entrando a far parte, regolarmente, della dieta individuale. Ecco da dove parte la vera e propria distinzione fra allergie ed intolleranze alimentari.

    L’allergia alimentare infatti si avrà in presenza anche di piccolissime quantità di quella sostanza per la quale si scatena la reazione dell’organismo, anche se presente nell’alimento in quantità infinitesimale. In questo caso si parla di reazione indotta immunologicamente, ovvero quella sostanza ingerita nell’allergico viene considerata estranea e dunque viene messa in atto una difesa paradossale con il rilascio di sostanze, quali l’istamina, responsabili della vera e propria reazione allergica. Quest’ultima potrà dunque essere di lieve entità, fino ad estremi e gravissimi tentativi dell’organismo di difendersi dall’attacco estraneo che possono condurre persino alla morte, e potrà coinvolgere singoli o tutti i distretti del corpo, a seconda della risposta che questo avrà assunto nei confronti dell’agente estraneo.

    Si parla di sindrome orale allergica quando, dopo qualche minuto dall’assunzione della sostanza che ha determinato l’allergia, il paziente lamenta un fastidio imputabile ad un prurito alla bocca esteso fino al cavo faringeo con, a volte, formazioni di tipo papuloso o vescicoloso delle mucose ed, eventualmente, con forme edematose delle labbra e senso di torpore delle stesse. Si possono anche presentare orticarie e diarrea anche profusa, spesso accompagnata da vomito. A volte sono proprio le verdure a generare questi disturbi. Spesso il tutto si limita a questi sintomi, da non sottovalutare mai, e si ritorna alla normalità dopo qualche tempo dai primi disturbi.

    Tuttavia, la possibilità di una forma di gastroenterite acuta non è da escludersi, col rischio che si giunga ad una sub-occlusione intestinale. Tutte manifestazioni serie che però, nella maggior parte dei casi, si risolvono entro 24 ore. Non sono tuttavia mai da sottovalutarsi tali sintomi, perché ci danno l’evidenza che si è allergici a qualcosa che potremmo anche riassumere, inconsapevolmente, un’altra volta, scatenando crisi anche più serie.

    Alcuni alimenti, poi, sono più imputati di altri nello scatenare il fenomeno, con l’aggravante che questi possono conclamare stati più gravi, soprattutto nei bambini, e di più difficile trattamento. Ricordiamo alcuni crostacei, l’albume d’uovo e alcune farine. Nei soggetti allergici a queste sostanze si assiste ad una sequela di sintomi che spesso vanno a sovrapporsi, dalla difficoltà di respirare a forme di vere e proprie crisi di tipo asmatiforme con o senza rinite, congiuntivite e, raramente, otite, fino a giungere all’angioedema, una situazione molto seria che consiste nel rigonfiamento repentino della cute, delle mucose e del sottocute. A volte, in soggetti predisposti, non si deve neanche attendere che questi ingeriscano sostanze in grado di scatenare allergia, basta la sola inalazione per giungere a tanto.

    Il culmine della gravità si ha con lo shock anafilattico, una reazione gravissima che, se non trattata adeguatamente e tempestivamente, ha effetti infausti su chi ne è colpito. Occorre precisare che, secondo recenti studi, il soggetto colpito da una crisi del genere, soprattutto se è un bambino, potrà avere una crisi maggiore e più grave se dopo l’assunzione della sostanza per la quale abbia sviluppato allergia, si sia sottoposto a sforzi fisici nell’immediatezza. Per fortuna l’eventualità che si giunga ad esiti tanto drammatici è rara ma non del tutto infrequente. Occorre precisare invece che esistono forme di allergia più occulta a determinate sostanze di più difficile individuazione, che si presentano con emicrania anche a diverse ore dall’assunzione dell’alimento.

    Le cause dell’intolleranza alimentare

    Nell’intolleranza alimentare assistiamo al caso di determinate sostanze che scatenano crisi diverse, sia che agiscano in forma attiva, ovvero restano immodificate a livello intestinale, sia che agiscono sotto forma di prodotti finali rispetto alla sostanza assunta. La conseguenza di ciò è dovuta alla particolare conformazione del tratto finale intestinale che assorbe le sostanze nutritive a livello dei villi intestinali sul cui bordo risiedono particolari enzimi preposti ad attaccare elementi quali il lattosio, il saccarosio o i derivati dell’amido. In quegli individui in cui questi enzimi non siano presenti o esistano in quantità insufficienti o siano soggetti a veri e propri difetti enzimatici, per lo più congeniti, avremo dei disturbi digestivi di varia forma con diarree profuse, flatulenze, spasmi addominali, stati di malnutrizione. Senza scendere nel dettaglio delle varie forme di intolleranza, vediamo come si giunge alla diagnosi di una o più forme di allergia o intolleranze.

    La diagnosi e le cure

    Sia nelle allergie alimentari che nelle intolleranze, sarà compito dell’allergologo stabilire, con una serie di esami clinici, quali sono i cibi o parti di essi responsabili del fenomeno patologico di cui soffre il paziente. Nel caso delle allergie alimentari fondamentale sarà, in primis, l’anamnesi per stabilire le abitudini alimentari del paziente. Successivamente il medico provvederà a sottoporlo ad un accertamento allergologico mediante test cutanei ed esami ematochimici tendenti ad escludere gli alimenti imputati nello scatenare la crisi.

    Nel caso delle intolleranze alimentari i test varranno anche per stabilire la quantità necessaria perché avvenga la crisi. Tali procedure vengono svolte in ambiente sanitario attrezzato e ad opera di personale altamente qualificato che sia, eventualmente, in grado di scongiurare in ogni momento eventuali crisi indotte dagli stessi test, atteso che spesso si ricorre proprio all’inoculazione della sostanza responsabile della sintomatologia.

    L’unica terapia per evitare il ripetersi o l’eventualità di una crisi allergica o di intolleranza sarà quella di escludere la sostanza incriminata, del tutto, o in larga parte, nel caso delle intolleranze e questo è quasi sempre sufficiente per scongiurare la crisi stessa. Esiste invece una terapia, per lo più d’urgenza a base di adrenalina, cortisonici e antistaminici, da assumersi a diversi livelli e stati della crisi. Tali farmaci andranno prescritti dal medico, non tanto per la loro azione, quanto per il fatto che spesso, senza un adeguato protocollo terapeutico, non svolgono la loro funzione nella maniera più efficace.

    Sarà dunque l’allergologo a determinare l’esatta posologia di uno o più farmaci da assumersi di fronte ad un attacco che quasi sempre si risolve efficacemente con questi presidi. Ben più difficile il trattamento di quei soggetti che, non sapendo di essere allergici, giungono di fronte ad una crisi del tutto impreparati. Soprattutto in questi casi, il ricorso presso un Pronto Soccorso, nel minor tempo possibile, è l’unica raccomandazione da darsi: in gioco potrebbe esserci la vita stessa.