Allergia: italiani, sempre più allergici

Gli italiani sono un popolo di allergici e i numeri sono destinati ad aumentare nei prossimi anni: è necessario invertire la tendenza e migliorare la diagnosi

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    allergie diffuse italiani

    Italiani, popolo di allergici e lo saranno sempre di più: secondo la fotografia fatta recentemente dagli esperti, il 20% dei connazionali è costretto a convivere con starnuti, nasi gocciolanti e altre manifestazioni allergiche e la fetta del Bel Paese alle prese con allergie di vario tipo è destinata ad aumentare, raggiungendo quota 25% entro il 2020.

    Allergie di diverso tipo, con sintomi più o meno frequenti e intensi, ma sempre fastidiosi: ecco cosa sono costretti ad affrontare migliaia di italiani. La categoria maggiormente esposta al rischio allergia? Quella dei più piccoli, sono proprio i bambini le vittime preferite dell’attacco degli allergeni, almeno secondo le statistiche.

    Di tutto questo e molto altro si è discusso nel corso del II Congresso nazionale della Federazione delle società italiane di immunologia, allergologia e immunologia clinica (Ifiaci), conclusosi ieri a Roma.

    “Nell’arco di pochi anni se non saranno adottate opportune misure di prevenzione e diagnosi precoce, l’incidenza di casi di allergie potrà raggiungere anche il 40% sull’intera popolazione” ha osservato Massimo Triggiani, presidente eletto della Siaic e docente di allergologia e immunologia clinica all’università Federico II di Napoli.

    “La diagnostica molecolare è un nuovo oggetto di studio. Stiamo sperimentando nuovi sistemi per diagnosi di allergie complessi. Anziché limitarsi a identificare in generale l’alimento o gli alimenti a cui si è allergici, questa metodica consente di scoprire direttamente le proteine che causano l’allergia. I pazienti che presentano sensibilizzazioni multiple potranno quindi identificare la componente che causa il problema senza grandi quantità di test e potranno eventualmente essere trattati con terapie desensibilizzanti mirate. Lo studio procede con la diagnostica in vitro, tramite un semplice prelievo di campione di sangue” ha aggiunto Triggiani.