Allattamento al seno: che fare

Allattamento al seno: che fare

L'allattamento al seno è un fatto naturale, che le mamme, dopo il parto, sono consigliate a seguire per dare al bimbo il massimo nutrimento e la cura giusti per crescere bene

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    Allattamento al Seno

    Le donne in gravidanza lo sanno, tutto viene naturale, certo, ma ci sono molte cose da affrontare per poter essere sicure di comportarsi nel modo giusto, come fare, quando e perché; queste sono tutte informazioni importanti, che prima del parto è bene acquisire.

    Va bene tenere presente che, se ci sono ipotetiche difficoltà o dei dubbi importanti, questi vanno discussi insieme al proprio medico di fiducia o all’ostetrica, che possono trovare delle soluzioni adatte al vostro caso.

    Entriamo ora nell’argomento vero e proprio del come allattare: il bimbo appena nato, quando si partorisce, d’istinto riesce a trovare i capezzoli per nutrirsi, non avrà particolari difficoltà nel farlo, comincerà subito a succhiare e a poppare con audacia e frenesia, al punto che inizialmente dovrete fare attenzione al riflesso di suzione: il bimbo cercherà il latte sia che sia stato partorito naturalmente che con parto cesareo.

    La mamma e il bambino devono da subito ascoltare le reciproche esigenze: il bimbo chiederà il cibo in tanti modi diversi, dalla salivazione al dito, dalle succhiate al pianto, sarà lui a dare i tempi delle poppate, inizialmente, poi con i mesi si stabliscono dei ritmi più regolari.


    Il latte si fa man mano che viene poppato
    : di conseguenza, più il bimbo mangia, più latte il seno produce, nei primi giorni il latte è più denso, giallo, nutriente, si chiama colostro, è un alimento differente dal latte normale, perché serve per nutrire il neonato appena nato.

    Dopo qualche giorno nella mammella monterà il latte vero, un latte meno giallo, che a volte potrà portare il seno a un maggiore inturgidimento: questo latte sarà poi simile per composizione e qualità organolettiche fin verso la fine dell’allattamento.

    Durante il periodo dell’allattamento va adeguata una zona della notte o del giorno per l’operazione. Si deve tenere conto che, sia che si allatti seduti che sdraiati, la mamma e il bambino devono essere collocati in situazione di calma e serenità, la mamma si deve spogliare parzialmente senza prendere freddo e il bimbo deve essere accolto in un ambiente confortevole, che gli permetta di mangiare, ma anche di cominciare la digestione, senza urto e frastuono.

    Il bambino dovrà essere appoggiato alla mammella con tutta la bocca, per poppare bene, in linea con il corpo della mamma e la testa dritta, non reclinata, non girata, non sbilanciata, ma naturalmente appoggiata al seno.

    Il bambino deve sentire che il capezzolo della mamma è posizionato in mezzo alle labbra, così che possa aprire bene la bocca per succhiare: il bimbo potrà così procedere con una suzione lenta, ritmica e regolare, accompagnata da pause e da deglutizioni piene.

    Il latte delle prime poppate è liquido e magro, quello delle poppate finali è più grasso e denso, per cui è bene che il bimbo lo beva tutto, così si nutre in modo completo, mentre non è per niente adatto aggiungere ancora del latte in biberon dopo la poppata: questo fenomeno potrebbe portare il bambino a rifiutare il latte del seno o a mangiare troppo e stare male.

    Se il ruttino non viene sempre fatto, il singhiozzo invece è una cosa normale: per cui il bimbo, dopo la poppata, spesso si troverà a singhiozzare; non preoccupatevi, a meno che il fatto non duri eccessivamente.

    Il bimbo nei primi giorni di vita può perdere anche il 10% del proprio peso, che però sarà recuperato entro la seconda settimana di vita: se questo non avviene, dopo le pesate, va segnato il peso del bambino e segnalata l’anomalia al pediatra.

    La mamma dovrà fare attenzione a come si nutre nel periodo dell’allattamento: poco thè e caffé, poco cioccolato e specialmente non usare alcolici, che farebbero davvero male al latte del vostro bambino; bene la dieta variata, con le verdure, i cereali, la carne, il pesce e la frutta di stagione.

    Oltre che non bere alcolici, durante l’allattamento, è indicato non fumare e non eccedere nella mancanza di sonno e nell’astinenza da liquidi. Tutti questi fattori, oltre che essere dannosi per la qualità del latte, possono portare a produrne meno e di conseguenza ad avere problemi con il nutrimento del piccolo. Sembra eccessivo dirlo, ma questo fatto istintivo a volte potrebbe sfuggire.

    A fare bene, se si comincia con l’allatamento al seno, sarebbe l’ideale riuscire a protrarre almeno fino ai primi 5 mesi, dopo di che i può lentamente scivolare nell’alimentazione artificiale. Se le difficoltà sono tecniche si possono usare dei metodi alternativi alla poppata, con la spremitura del latte o con la tiralatte, che riescono a risolvere i momenti in cui con la poppata il latte non esce. Il latte poi può essere conservato per 24 ore nel frigo domestico.

    Il seno in linea teorica può essere inturgidito ma difficilmente fa male, eccetto dopo i primi giorni di poppata, se il dolore si presenta, invece, può essere a causa delle ragadi, di un ingorgo mammario o del mughetto.

    In tutti i casi, se il dolore persiste, è bene contattare il proprio neonatologo di fiducia, per capire se si tratta, in genere è così, di errata posizione del bimbo nella poppata. Se possibile è meglio evitare le creme e le pomate per ammorbidire la pelle del capezzolo o per curare le screpolature, eccetto casi particolarmente delicati, perché il medicinale poi sarà inghiottito anche dal neonato. Per l’igiene del capezzolo è sufficiente un lavaggio con poca acqua, il corpo della mamma si regola con siero in perfetta autonomia.

    Fonte: Servizio Sanitario Provinciale Trento

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