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Allarme pesce al mercurio: come riconoscerlo ed evitarlo

Allarme pesce al mercurio: come riconoscerlo ed evitarlo
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    Allarme pesce al mercurio: come riconoscerlo ed evitarlo

    Il Ministero della Salute lancia l’allarme per il pesce al mercurio. Ma come possiamo riconoscerlo ed evitarlo?
    Ben 9 lotti sono stati ritirati dal mercato a causa della presenza di elevate percentuali di mercurio nel pesce spada surgelato. Durante l’usuale controllo dei servizi veterinari di un’Asl della Toscana, è stato scoperto lo sforamento delle soglie massime indicate dal Regolamento europeo. I danni all’uomo, derivanti da una possibile contaminazione da mercurio, possono essere più o meno gravi a seconda delle dosi ingerite.

    In una partita di pesce spada d’importazione sono state trovate quantità di mercurio oltre i limiti consentiti. Dopo aver dato l’allarme, il ministero ne ha disposto l’immediato ritiro. Si tratta dei lotti contrassegnati dai codici: 70898, 70899, 72476, 72477, 72478, 72838, 73409, 74330 e 75185, con scadenza del 27.05.2017, prodotti da un’azienda di Firenze, la Effeti Surgelati srl. Gli esemplari, eccessivamente contaminati, sono stati pescati nell’Oceano Pacifico e sono arrivati in Italia dalla Corea.
    Per riconoscere se il pesce spada surgelato che si è comprato fa parte di quello contaminato, è necessario leggere il codice d’identificazione dello stabilimento fiorentino che l’ha prodotto: IT W2V5V CE. Nel caso, fossero stati acquistati prodotti così identificati, devono essere immediatamente restituiti al punto vendita, il quale provvederà al rimborso spesa o alla sostituzione.

    Le proprietà nutrizionali del pesce e i suoi benefici sono note da sempre. Purtroppo, la maggiore fonte di assunzione del mercurio è rappresentata proprio dal pesce, sopratutto, quello pescato in zone marine contaminate.

    Tuttavia, il rischio tossicologico dipende dalla quantità di mercurio ingerito e dalla concentrazione accumulata nel tempo nell’organismo umano. Quindi, per evitare di incorrere in una vera e propria intossicazione da mercurio, è importante avere alcune accortezze nella scelta del pesce da portare in tavola:

    Scegliere i pesci che sono meno soggetti alla contaminazione da mercurio, ovvero i pesci di taglia più piccola e quelli di allevamento, come salmone, trota e pesce gatto. Infatti, il mercurio tende ad accumularsi nei pesci predatori, cioè quelli che si nutrono di altri pesci, perchè ciò li predispone a un maggior accumulo di mercurio.

    È bene non consumare più di una porzione alla settimana di pesci predatori, a causa della loro contaminazione da metilmercurio. Tra questi, i principali sono: tonno, squalo, verdesca, smeriglio, palombo, marlin, luccio e pesce spada.
    Queste specie andrebbero alternate con altre meno contaminate, quali le sardine, gli sgombri, i branzini, le orate, le sogliole e molti altri.

    Il consumo di tonno in scatola risulta più sicuro, perché i pesci utilizzati sono generalmente di dimensioni più piccole e quindi più giovani. Infatti, secondo gli studi, il loro contenuto di mercurio è limitato.

    Le donne in gravidanza, o che allattano, e i bambini dovrebbero evitare il consumo di pesci predatori per limitare al massimo i rischi di ingerire il mercurio. Questo elemento infatti agisce, in particolar modo, sul sistema nervoso nell’età dello sviluppo. Tuttavia, non bisogna dimenticare l’importanza del pesce a tavola.

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