Alimenti: quando in frigo sono da buttare

Alimenti: quando in frigo sono da buttare

Non si dovrà assolutamente cercare di eliminare la muffa nella zona che ci pare interessata con la speranza di salvare il resto, il rischio è quello di ingerire prodotti non più commestibili, visto che in questi prodotti, a causa della loro consistenza molle e porosa

da in Alimentazione, Malattie
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    formaggio ammuffito

    Quando aprendo il nostro frigorifero veniamo investiti da un olezzo, a volte nauseabondo che denuncia tracce di muffa da qualche parte andatasi ad annidare, diventa una vera e propria caccia al tesoro andare a capire quale alimento riposto in frigo sia andato a male. Una volta trovatolo dovremo operare al meglio al fine di non incorrere in tossinfezioni alimentari o altro.

    Spesso ad ammuffirsi sono parti di formaggio che si presentano con una porzione di chiaro colore verdognolo e capace di emanare il caratteristico odore di prodotto ammuffito. Se la muffa che riscopre il prodotto e superficiale e, soprattutto limitata ad una sola parte, è solo sufficiente tagliare via la parte andata a male, perché il resto del formaggio è ancora in buono stato. Ben altra situazione è quella rivestita da quei prodotti cucinati chiaro indizio che tutto l’intero prodotto è da buttare, il rischio sarebbe troppo alto per la salute; carne, quei formaggi a pasta filante, molle, yogurt, marmellate, lo stesso pane etc, sono un esempio di alimenti più facilmente deperibili.

    Non si dovrà assolutamente cercare di eliminare la muffa nella zona che ci pare interessata con la speranza di salvare il resto, il rischio è quello di ingerire prodotti non più commestibili, visto che in questi prodotti, a causa della loro consistenza molle e porosa, la muffa potrebbe essersi annidata all’interno senza che riusciamo ad accorgercene. Così come i soggetti che sanno di essere allergici dovranno anche evitare di annusare prodotti ove si sia depositata della muffa, ciò in quanto le micotossine penetrano attraverso le narici della persona allergica causando problemi all’organismo.

    Per quanto concerne il latte, è facile, odore a parte, constatare che il prodotto sia andato a male, infatti basta guardare i fiocchi che galleggiano nel latte per capire che è giunta l’ora di buttarlo. Generalmente ciò non accade subito dopo la scadenza impressa nella confezione, ma è buona norma, ad esempio, un giorno dopo la scadenza, prima di consumarlo osservare il prodotto annusandolo; se tuttavia, scadenza o no, il latte ha assunto un odore anche lievemente acidulo, dovrete buttare il tutto. Per lo yogurt varrebbe la stessa regola, anche dopo un paio di giorni dalla scadenza è ancora consumabile, ma se la scadenza è trascorsa da più di questo periodo, non sarebbe male disfarsi del tutto anche se una volta aperta la confezione il prodotto non presenta particolari mutazioni.

    Anche il pesce è un ottimo indizio in frigo per chiarificarci lo stato dell’alimento; se venite investiti da un odore penetrante e forte di pesce, significa che questo è già andato a male, mentre se la parte ammuffita di un frutto è solo limitata e marginale e, soprattutto, se siete a conoscenza della data in cui l’avrete acquistata non troppo lontana rispetto a quando vi accorgete dell’anomalia, si può tentare di agire come per il formaggio, ovvero, tagliando la parte deteriorata.

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