Alimentazione: un nuovo allarme sulle nostre tavole

Alimentazione: un nuovo allarme sulle nostre tavole
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    Miele

    Potrebbe essere un nuovo allarme alimentare quello lanciato dalla Coldiretti che denuncia alle autorità competenti quanto sta avvenendo negli ultimi tempi, ovvero l’utilizzo di sostanze artificiali atte ad aumentare il gusto degli alimenti mascherandone la loro scarsa qualità. “La multinazionale Cargill – ha precisato la Coldiretti, citando come fonte il Wall Street Journal – ha reso noto un forte aumento delle proprie vendite mondiali di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande mentre la NutraCea sottolinea la crescita nella vendita di sottoprodotti del riso una volta utilizzati solamente per l’alimentazione animale”.

    E con l’abbattimento delle frontiere, ma forse ancor di più con la globalizzazione, nessuno riesce più a sottrarsi dall’invasione di alimenti provenienti da ogni angolo del pianeta che non rispettano, spesso, i requisiti minimi che devono avere le sostanze alimentari, affinchè si possano considerare sani. La Coldiretti punta il dito anche sulle nocciole turche utilizzate nell’industria dolciaria che prenderebbero il posto di quelle nostrane, così come sta avvenendo con il miele, proveniente dall’Argentina, aumentato nelle importazioni di quasi il 50% che, quando va bene, non presenterebbe le stesse proprietà organolettiche del nostro migliore miele italiano.

    Il problema non è nel prodotto singolo, avverte Coldiretti, semmai dei preparati, pizza compresa, che sono impossibili da controllare, dove ci si può imbattere in olio extravergine tunisino, ma anche pomodoro cinese, “mozzarelle taroccate” (ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall’estero) e carni di seconda scelta (ad esempio ali di pollo al posto delle cosce) invadano le nostre tavole.

    “Fra le tante strade da percorrere per contenere i prezzi – ha detto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – quella di tagliare sulla qualità è l’unica da evitare perché inganna i consumatori sul reale contenuto dei prodotti acquistati e mette a rischio le caratteristiche degli alimenti che si mettono in tavola ogni giorno. In queste condizioni è evidente l’importanza di attivare sistemi di controllo ma anche di promuovere un sistema trasparente di etichettatura degli alimenti che preveda l’indicazione di provenienza e le caratteristiche qualitative per evitare inganni al consumato”.

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