Alimentazione: scelta degli OGM dipenderà dallo Stato

Alimentazione: scelta degli OGM dipenderà dallo Stato

La Commione Europea ha stabilito che ogni Stato membro avrà libera facoltà di permettere o meno la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul proprio territorio: non resta che attendere la decisione italiana

da in Alimentazione, Associazioni Consumatori, Primo Piano, Sicurezza alimentare
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    Per gli OGM in UE decide ogni singolo stato

    Pochi giorni fa la Commissione Europea ha riconosciuto la sovranità di ogni singolo stato dell’Unione in materia di OGM, cioè organismi geneticamente modificati: in sostanza ogni Stato membro potrà decidere liberamente se permettere o vietare sul proprio territorio la coltivazione di prodotti OGM.

    NOVITA’. Non cambia il sistema di autorizzazione attualmente in vigore, così come non mutano le misure di sicurezza da attuare per una coesistenza di coltivazioni geneticamente modificate e non. E se prima i Paesi dell’Unione potevano limitare o vietare sul proprio territorio la coltivazione di Ogm, ma per farlo dovevano richiedere l’approvazione da Bruxelles, oggi, invece, è sufficiente informare della decisione la Comunità Europea un mese prima della sua entrata in vigore. Inoltre, perché un prodotto possa essere definito libero da Ogm, la soglia limite per la presenza di tali organismi è dello 0,9%: ora ogni Stato avrà la facoltà di abbassare ulteriormente questa soglia e, di conseguenza, modificare l’etichettatura.

    REAZIONI. La novità è stata accolta positivamente da quanti sono contrari alle colture geneticamente modificate: ”La Commissione prende atto finalmente e definitivamente che non si può imporre la coltivazione degli organismi geneticamente modificati sulla testa dei cittadini” afferma Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente.

    Commento positivo anche da parte di Coldiretti: “L’iniziativa comunitaria è una risposta alle crescenti perplessità sugli Ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi che coltivano organismi geneticamente modificati”.

    RISCHI. In fatto di perplessità, per avere nuove risposte su eventuali rischi legati agli OGM occorre attendere: entro fine anno l’Agenzia per la sicurezza alimentare di Parma (EFSA) pubblicherà un rapporto sulla valutazione dei rischi ambientali, mentre i servizi per la salute dei consumatori della Commissione UE stanno preparando una nuova valutazione sull’impatto sociale e sulla salute.

    IN ITALIA. E nello Stivale cosa accadrà? “Ora tocca all’Italia dire no agli organismi geneticamente modificati .Siamo già sulla buona strada: consumatori, istituzioni (13 Regioni, 41 Province, 2350 Comuni si dichiarano OGM Free) e gran parte degli agricoltori sono compatti nel dire no agli OGM, quindi, ci aspettiamo che il Governo italiano in fase di recepimento della direttiva non stravolga questa tendenza” dichiara Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC). “Diventa ora quanto mai urgente rendere tracciabili in etichetta tutti i prodotti e tutte le materie prime dei prodotti trasformati, affinché questa decisione dell’Unione Europea non crei ulteriore confusione tra i consumatori, ai quali va garantita la libertà di scegliere e il diritto conoscere l’origine e la qualità degli alimenti che portano in tavola”. Non resta che attendere la decisione italiana.

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