Alimentazione: salumi e carne di maiale meno grassi e più digeribili

Alimentazione: salumi e carne di maiale meno grassi e più digeribili

Prosciutto crudo o cotto, mortadella, filletto di arista: avete l'acquolina? Ora al piacere del palato si aggiunge la riabilitazione dei nutrizionisti: la carne di maiale e i suoi derivati non sono così grassi come si dice e anche molto digeribili

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    La carne di maiale non fa male

    È arrivato il momento della riscossa per salumi e carne di maiale, spesso e a torto, considerati nemici della salute. La carne di maiale, infatti, non è troppo ricca di grassi e alcuni derivati, come il prosciutto crudo o cotto, non dovrebbero mancare in un’alimentazione varia ed equilibrata. Se ne parla in vista di Italpig, il salone della suinocultura previsto a ottobre a Cremona, durante il quale si affronteranno vari temi legati a questo prodotto.

    MENO COLESTEROLO. A spezzare una lancia in favore della carne suina è la dottoressa Elisabetta Bernardi, nutrizionista e biologa, docente di Nutrizione sport e salute presso la Scuola di specializzazione in medicina dello sport all’Università La Sapienza di Roma: “Una troppo diffusa disinformazione e qualche eccessivo pregiudizio continuano ad alimentare l’idea che la carne di maiale sia troppo grassa. La realtà attuale ci dice invece l’esatto contrario. Negli ultimi decenni, infatti, la percentuale di colesterolo presente nella carne di maiale è diminuita circa del 30%. E questo riguarda anche i salumi”.

    BAMBINI. Ma non è tutto: carne suina e derivati sono adatti ad ogni età. I bambini, per esempio, possono trovare in essa un’ottima fonte di ferro e proteine: “Il prosciutto cotto è particolarmente indicato nelle prime fasi di crescita perché rappresenta una delle prime fonti proteiche” consiglia la nutrizionista.

    ANZIANI. I salumi non vanno esclusi neppure negli anziani, perché, in particolare il prosciutto crudo, sono facilmente masticabili e non impegnano troppo la digestione: “Cento grammi di prosciutto crudo, ad esempio, richiedono per questo processo circa un’ora e quaranta minuti.

    Molto meno di una fetta di tacchino (3 ore e mezzo) o di pollo (3 ore e un quarto) di peso equivalente” conclude la dottoressa.

    Immagine tratta da: Istitutomazzini.napoli.it

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