Alimentazione: nuove norme di etichettatura

Alimentazione: nuove norme di etichettatura

l'assenza del glutine senza motivo alcuno su confezioni contenenti alimenti come il latte che naturalmente non lo detengono deve essere abolita, pena la sanzione da parte dello Stato

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    Si cerca di fare chiarezza su un aspetto ritenuto importante nell’ambito della vendita degli alimenti al centro di continue confusioni che si fanno a proposito dell’etichettatura e delle diciture da adottare. Fare chiarezza nella normativa che regola l’apposizione di particolari indicazioni o l’esistenza o meno di determinati requisiti diviene dunque centrale nei rapporti che le aziende dovranno intrattenere coi propri clienti.

    Ma attenzione, un’industria alimentare potrebbe trovare conveniente aggiungere nell’etichetta l’assenza di un componente o di una sostanza col solo scopo di fuorviare l’attenzione del consumatore, è un gioco sicuramente sottile; pensiamo a quelle aziende che commercializzano prodotti che per la loro natura non detengono glutine, come avviene con il latte, ma appongono ugualmente nell’etichetta posta sulla confezione la dicitura “ senza glutine”.

    Ovvio che il produttore non avrebbe alcun motivo di indicare l’assenza di glutine, visto che il latte naturalmente non lo detiene, ma allora perché lo fa? Per attirare l’attenzione del consumatore, magari un soggetto celiaco che potrebbe orientarsi su quell’alimento piuttosto che su un altro non sapendo che il latte non detiene di per sé alcuna traccia del glutine. Ma oggi scende in campo la Legge che con una circolare del Ministero della Salute vieta la dicitura quando il prodotto naturalmente non detenga la sostanza di per sé.

    Anche un’altra dicitura, ovvero, “senza zucchero” è stata ritenuta ingannevole, riferendosi al saccarosio, l’ inammissibilità di tale dizione “è giustificata dalla constatazione che l’equiparazione normativa dei mono e disaccaridi all’interno della voce zuccheri esclude la possibilità di indicare in etichetta l’assenza di un solo zucchero, cioè il saccarosio”, che è un disaccaride.

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