Alimentazione: no agli amidi nei bambini prima dei due anni d’età

Alimentazione: no agli amidi nei bambini prima dei due anni d’età

I bambini non dovranno avere una alimentazione a base di amidi prima dei ventiquattro mesi di età, pena tutta una serie di disturbi gastrici e non solo quelli

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    pappa bambino

    Molto spesso i genitori ansiosi di vedere crescere più in fretta i propri figli cercando in loro atteggiamenti da “ometti”, o soltanto per mera praticità, si orientano nei confronti dei piccoli verso un’alimentazione quasi da adulti, col risultato di proporre ai bambini, in aggiunta alla loro dieta, cibi a base di amidi e senza volerlo producono problemi alla salute dei piccoli, alcuni persino impegnativi.

    Difatti, è opinione sempre più diffusa del moderno pensiero scientifico sull’argomento, che i piccoli prima dei due anni dovranno accuratamente evitare cibi a base di amidi, ovvero, pane, patate al forno, cereali e quant’altro; pena il rischio di incorrere, da parte dei bambini, in problemi digestivi, diarrea compresa, che nel bambino va immediatamente risolta, coliche ed esantemi.

    Il motivo è tutto riconducibile alla fisiologia ed all’anatomia del bambino che prima dei due anni non possiede l’enzima ptialina nella saliva che degrada gli amidi, non ha ancora ultimato lo sviluppo della dentatura, per cui non può bene masticare il cibo e non possiede i necessari enzimi pancreatici ed intestinali,necessari per degradare gli amidi.

    Così a poco serve anche ridurre a poltiglia gli alimenti a base di amido, perché nulla può fare tale metodica per l’assenza della ptialina.

    Nelle tribù di un tempo, ma pare che qualche madre lo faccia anche attualmente, il problema era ovviato con la masticazione da parte della madre del cibo proposto al proprio figlio; vero è che di fatto così facendo la madre provvede in proprio a degradare gli amidi, una metodica questa che, come visto, il bambino non potrebbe attuare , ma il rischio della trasmissibilità di germi da madre e figlio è reale in questo modo.

    Il latte invece non possiede amidi ed allora, se verso la fine dell’infanzia, si vogliono aggiungere carboidrati nel¬la dieta del bambino,meglio ricorrere agli zuccheri dei dat¬teri, dell’uva dolce, delle banane ben mature e di altri frutti dolci, zuccheri che non richiedono la ptialina per essere digeriti.
    Fonte foto: Pourfemme

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