Alimentazione: le patatine fritte fanno male se…

La nocività di questi pasti, sia pure gradevoli, sta nel fatto che con tale sistema di cottura il rischio è quello di sviluppare malattie cardiache anche importanti

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    Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio, farà bene a toglierselo, le patatine fritte mangiate come contorno agli altrettanto gustosi hamburger nei fast food fanno molto male, se il tutto e, difficilmente avremo modo di verificarlo, verrà fritto con olio di mais che sappiamo detenere alte quantità di acidi grassi saturi.

    La nocività di questi pasti, sia pure gradevoli, sta nel fatto che con tale sistema di cottura il rischio è quello di sviluppare malattie cardiache anche importanti. Alla base di tali patologie l’alto potere dell’olio di mais di far crescere la concentrazione nel sangue del colesterolo che alla lunga si deposita a livello delle arterie formando vere e proprie placche aterosclerotiche, dure e aderenti alle pareti, con la conseguenza di ridurre il lume del vaso stesso.

    Ma il rischio delle placche non è solo quello di ridurre la quantità di sangue che deve raggiungere gli organi, ma anche quello di frammentarsi nel caso di variazione della pressione arteriosa, ad esempio, migrando nel torrente circolatorio e occludendo il passaggio del sangue in maniera definitiva verso qualche organo e dunque causando ischemie e/o veri e propri ictus cerebrali.

    Secondo il lavoro svolto dai ricercatori americani in giro per il Continente ad acquistare patatine fritte ed hamburger in ben 68 catene di fast food e 66 ristoranti,si è potuto osservare che, analizzando la tipologia di olio presente sulla loro superficie, 7 fast food su 10 utilizzavano olio di semi di mais per friggere, rispetto al 20% dei ristoranti a gestione familiare. Un’abitudine che dovrebbe essere cancellata, si sottolinea nello studio, prediligendo l’uso di olii più salutari eppur economici allo stesso modo dell’olio di semi di mais.