Alimentazione: la Nuova piramide alimentare

Alimentazione: la Nuova piramide alimentare

Lo stare bene dipende il più delle volte da noi stessi in prima persona: uno dei momenti in cui decidiamo più cose del nostro organismo è a tavola

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    Alimentazione

    Sulle pagine di TantaSalute, parliamo spesso di alimentazione e di dieta, più volte abbiamo fatto riferimento alla Piramide Alimentare, quel disegno fatto appunto a piramide che descrive in che percentuale ogni tipo di cibo deve essere assunto settimanalmente da una persona con una normale corporatura e che non soffre di patologie particolari. La piramide di riferimento è quella del 1992, ma dopo 11 anni, alla luce dei cambiamenti della società e dello stile di vita, ad essa sono state appportate alcune importanti modifiche che in questa sede spieghiamo.

    Nel 2003 il giornale “Le scienze” metteva in luce alcuni importanti cambiamenti registrati nei consigli medici di dietisti e di dietologi per illustrare le modifiche allo stile alimentare da apportare per garantire una alimentazione sana, completa ed equilibrata.

    Da inserire tra le importanti note di quanto spiegato dai manuali di educazione alimentare, che forniscono i dati in grammi e i porzioni della vecchia piramide, ci sono alcune novità eccellenti che spesso sono state trattate anche dal nostro blog a seconda degli argomenti di interesse.


    La Nuova Piramide Alimentare
    richiede una visione più ampia del concetto di alimentazione (clicca per giocare alla piramide), facendovi quindi rientrare anche delle particolari attività o attenzioni da avere perché il nostro regime sia serio e efficace.

    La prima regola di una sana alimentazione prevede che chi si sottopone a un regime alimentare sia anche in grado di misurare il proprio Esercizio Fisico Giornaliero che svolge, per controbilanciare eccessi, evitare la sedentarietà, rendere migliore la tonicità e allenare il corpo tenendolo in movimento e in attività.

    La seconda postilla riguarda le calorie, tutti leggiamo sulle scatolette alimentari le calorie contenute nei preparati, le contiamo e siamo certi di essere sempre con la coscienza a posto, non fosse altro che non sempre riusciamo a bilanciarne il consumo con la giusta distribuzione. 2000 calorie in cioccolato non hanno la stessa efficacia di 2000 calorie derivanti dalle carni o dalle verdure, ad esempio, per cui è fondamentale distribuire, bilanciare oltre che misurare.

    I cibi come pane e pasta vanno moderati, anche se la dieta mediterranea è una delle migliori diete nel mondo per varietà e qualità non si deve eccedere, ad esempio si deve scegliere tra pasta, riso e pane, se si sceglie uno non vanno consumati tutti e tre. Un piatto di pasta o due piccoli panini sono la misura giusta che equivale alla porzione di riso, sicché è bene scegliere secondo gusto e necessità che cosa consumare.

    Durante il pasto fa bene usare olio vegetale, perché oltre che nutrire e che insaporire favorisce l’attività digestiva, aiuta il nostro intestino a depurare e a mantenersi sano. Insieme all’olio vegetale non va mai eliminata la verdura e la frutta.

    Le fonti proteiche salutari come il pesce, la carne magra e le uova vanno assunte in 1/3 porzioni al giorno, mentre gli alcolici non devono superare il bicchiere di vino o di birra a pasto, eccetto per le persone malate di patologie particolari o gravide.


    Formaggi, salumi e affettati
    in genere non devono mai superare una porzione al giorno, mentre i prodotti cereali raffinati come lo zucchero, le patate e i dolci devono essere inferiori a tre porzioni la settimana.


    Burro, carni rosse e grasse
    non si dovrebbero assumere più di tre volte la settimana, mentre sono da eliminare la margarina e i grassi idrogenati, molto nocivi per l’organismo.

    Gli integratori di vitamine, se non si mangia mai la frutta o la verdura, vanno assunti una volta al giorno, come anche i sali minerali, nello stesso caso. Maggiori informazioni su: “Alimentazione e Benessere” edito da Giovanni Chetta.

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