Alimentazione: la frittura va bene?

Alimentazione: la frittura va bene?

La frittura a volte fa gola, non si resiste, ma non è detto che mangiare del cibo cotto con la frittura sia sempre dannoso alla salute, se sono rispettate le normali condizioni di cottura ad olio e se si predilige la qualità nell'olio usato non si rischia troppo

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    Cibi Fritti

    I cibi fritti sono spesso irresistibili, se si ama un certo tipo di cucina, specialmente a base di carni e pesce o patate non è raro essere attratti da uno stile alimentare che punta sul fritto più che sul lesso o sulla cottura in forno, ma questo modello di cucina è vero che fa sempre male?

    Anche se per semplificare si usa sostenere che il cibo fritto è pesante e provoca malattie cardiovascolari e fa ingrassare non è sempre così, ci sono dei casi in cui la frittura va bene per nutrirsi e non danneggia la nostra salute.

    Il Ministero della Salute, per conciliare la gola con la salute, ha predisposto delle linee guida che servono per imparare a cucinare in modo sano anche usando il fritto e non solo l’alternativa. Le fritture fatte bene possono avere un rischio molto basso per la salute.

    No all’olio di semi vari e di soia, che costano poco ma sono molto pericolosi, sì invece all’olio di oliva e all’olio di arachide e di palma, che sono molto grassi ma non altrettanto resistenti da non alterarsi troppo durante le fritture. Non esagerare con la temperatura: superare i 150° in friggitrice è possibile ma altera la struttura chimica dell’olio, ed è qui che si corrono i veri pericoli. La frittura veloce in padella, con l’olio usato solo per dare sapore a termine cottura, al contrario, permette di godere del beneficio del gusto senza intaccare completamente il cibo. Si tratta della classica saltata che si dà al cibo solo ai fini di migliorarne il sapore.

    Dopo aver fritto, sia in padella che in friggitrice, è bene fare in modo che la carta assorbente riassorba l’olio in eccesso, dopo aver riassorbito si possono aggiungere gli aromi, che conserveranno così inalterate le loro proprietà organolettiche migliorando notevolmente il sapore del cibo senza alterarne la composizione chimica.

    Cibo buono è anche cibo sano, in questo caso.

    Per le fritture casalinghe è bene cambiare l’olio dopo ogni preparazione, per la cucina professionale invece va rispettato il limite delle otto ore di frittura, dopo di che l’olio perde le sue proprietà e diventa dannoso per l’organismo. Infine va rispettata una norma che intuitivamente si sa: il fritto non deve essere lo stile di cucinare prevalente, come anche le dosi del cibo fritto vanno ridotte al minimo, accompagnando con verdure e frutta per depurarsi e mantenere una dieta equilibrata.

    Fonte: Ministero della Salute

    Le immagini sono tratte da Buonissimo.org

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