Alimentazione: Kellog’s taglia il sale

Alimentazione: Kellog’s taglia il sale

Il motivo secondo il quale nel nostro Paese la situazione è diversa è dovuto al fatto che è la nostra dieta mediterranea la migliore alleata del nostro benessere e una di queste migliori risorse è proprio rappresentata dalla modica quantità di sale degli alimenti di casa nostra, ma evidentemente non basta tutto ciò

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    L’eccesso di sale è dannoso alla salute e non soltanto agli ipertesi, anche coloro che non lamentano problemi di pressione alta dovrebbero astenersi dal sale in eccessiva quantità nella loro dieta, addirittura in America il Sindaco di New York ha prima invitato e poi obbligato i ristoratori a diminuire nei loro menu la quantità di sale utilizzata, in Italia non siamo a questi livelli, per fortuna!

    Il motivo secondo il quale nel nostro Paese la situazione è diversa è dovuto al fatto che è la nostra dieta mediterranea la migliore alleata del nostro benessere e una di queste migliori risorse è proprio rappresentata dalla modica quantità di sale degli alimenti di casa nostra, ma evidentemente non basta tutto ciò.

    Le stesse Associazioni dei Consumatori hanno sottolineato l’importanza della diminuzione del sale da cucina negli alimenti e lo hanno fatto anch’esse prima con una serie di interventi volti a sensibilizzare il pubblico sulla necessità di intervenire sugli alimenti dosando al minimo la quantità di sale, additando, in qualche modo, tutti coloro che non si adeguavano al meglio.

    Uno di questi risultati migliori lo si registra con un colosso dell’industria alimentare quale di fatto è la Kellog’s che, sensibile ai richiami in tal senso, ha predisposto di tagliare la quota di sale dai notissimi cereali. Lo rende noto il quotidiano Daily Mail che riporta come la “ Compagnia del Gallo” era stata invitata anche dalla FDA a diminuire la quota di sale dai cereali confezionati al fine di proteggere l’apparato cardiovascolare in primis da guai seri.

    Una richiesta che non è andata immediatamente a segno, visto che in una prima fase la preoccupazione del colosso alimentare americano era quello di tenere una variazione del gusto delle proprie gustose preparazioni; successivamente però la Kellog’s invece ha ridotto di ben 300 tonnellate all’anno il sale in tavola.

    La crociata anti-sale conta un numero sempre maggiore di “fedeli”, privati ed istituzioni: i vantaggi infatti non sono limitati al benessere del singolo. Per gli esperti OMS, un buon programma taglia-sale farebbe risparmiare un dollaro per cittadino, con uno sgravio per la sanità USA stimato tra i 10 e i 24 miliardi di dollari.

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