NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Alimentazione: il Norovirus

Alimentazione: il Norovirus

Il Norovirus è un virus che si manifesta in situazione di convivenza collettiva, causa diarrea, vomito, febbre, epidemie che si esauriscono per il malato in tre giorni, ma che possono essere ripetutamente contratte tramite il cibo, non esistono vaccini ma per non diffonderlo sono sufficienti le buone abitudini igieniche

da in Alimentazione, Diarrea, Febbre, Infezioni
Ultimo aggiornamento:

    Norovirus

    Isolato nel 1972, il Norovirus appartiene alla famiglia delle Caliciviridae; si tratta di un virus a singolo filamento di Rna, colpevole della maggior parte delle gastroenteriti di origine epidemica, che sono legate alla classica tossinfezione alimentare.

    I Norovirus causano delle infezioni che in genere si possono presentare in situazioni di condivisione e di convivialità, come nelle scuole o negli ospedali, misurabili solo con test diagnostici che lavorano sui marcatori molecolari su campioni di feci.

    I Norovirus sono stati rtaggruppatiin 4 ceppi, ma la fenomenologia e l’epidemiologia sono descrivibili sinteticamente in un modo unitario; il periodo di incubazione del virus è di un minino di 12 ore per un massimo di 48 ore.

    L’infezione acuta invece termina entro le 60 ore: si mostra con nausea, vomito, gastroenterite, leggera febbre, crampi addominali e diarrea. In pochi giorni la persona che si ammala arriva a guarigione, solo in caso di precarietà nello stato di salute possono verificarsi episodi di patologia collaterale.

    Non esistono profilassi o terapie che consentano di ottenere una immunità di fronte al virus, motivo per cui l’unico modo per non ammalarsi è evitare il contagio, ovvero cercare di non farsi infettare con contatti con persone malate o con le particelle virali, se si conosce la presenza delle stesse, oppure evitando di entrare in contatto con acqua e cibo non controllati.

    Vale la pena ricordare che la maggior parte delle epidemie sono associate al consumo di cibi già pronti e freddi come potrebbero essere le insalate, i piatti freddi in generale, il sandwich ma anche i prodotti di panetteria.

    Non esistono vaccini, per cui l’unico modo per non ammalarsi è quello di rispettare pienamente le regole per il controllo alimentare e per la profilassi igienica.

    Il virus sopravvive anche alla temperatura di 60° e non è soggetto a peritura per clorazione, permane nelle feci anche oltre le 72 ore dalla guarigione effettiva del malato.

    Per evitare il contagio vanno seguite alcune prassi: misure di sicurezza indispensabili, come il lavarsi le mani prima di toccare il cibo, non lavorare il cibo quando si è contaminati, disinfettare e lavare con cura i materiali e le superfici di contatto col malato, usare solo alimenti certificati, eliminare i cibi che potrebbero essere stati contaminati, non far entrare in contatto con le sorgenti di alimentazione e dai luoghi di preparazione del cibo le persone che sono ammalate o che potrebbero essere state contagiate.

    Immagini tratte da BarfBlog Food Safety

    511

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AlimentazioneDiarreaFebbreInfezioni
    PIÙ POPOLARI