Alimentazione: i pop corn acquistati al cinema, sono sani?

Alimentazione: i pop corn acquistati al cinema, sono sani?

Pop Corn

Il cinema ha fatto la fortuna dei pop corn, basterebbe contare le tantissime confezioni venduti nelle sale cinematografiche ed osservare in quanti sgranocchiano davanti alla tv il gradevole alimento assistendo ad un film, per capire di come il connubio, schermo, grande o piccolo che sia e pop corn sia forte. Poi ci si è messa l’industria che non ha privato i consumatori di elettrodomestici in grado di cucinare più facilmente l’alimento in alternativa al classico e modesto pentolino. Si tratta soltanto di capire se l’abuso del gustoso alimento faccia male o se possiamo mangiare pop corn fino a “scoppiare” senza alcun danno per la salute.

Ma cosa sono i pop corn
Secondo un’indagine di Altroconsumo le cose non starebbero proprio come si è portati a credere, insomma, visto il ridotto numero di ingredienti che entra nella sostanza si sarebbe portati a pensare di trovarsi di fronte ad un alimento del tutto sano al punto da poterne consumare quanto se ne voglia. Ciò in quanto, il mais, il sale e l’olio che entrano nella formulazione dell’alimento,sono ingredienti naturali e dunque, che problema c’è ed invece il problema esiste perché, di fatto, non sono i soli ingredienti dei pop corn, soprattutto quando l’alimento viene acquistato nella grande distribuzione o al cinema, anche se, va detto, le confezioni devono riportare la formulazione degli ingredienti, fatto che dovrà essere osservato anche da coloro che vendono il prodotto sfuso e che dunque dovranno premunirsi di apporre un cartello in prossimità del punto vendita palesando gli ingredienti dei loro prodotti e la formulazione.

Ebbene, Altroconsumo che ha svolto l’inchiesta col piglio professionale che lo contraddistingue, ha rilevato che su 20 cinema osservati e su 10 marche di pop corn in busta analizzati il tipo di ingredienti che si repertava nella confezione non erano solo i tre citati ma a questi si aggiungevano anche sostanze quali, l’antischiumante, il burro artificiale, gli aromi, i coloranti. Insomma molto più di quanto sarebbe necessario per questi prodotti.

E poi, chi ha detto che i pop corn acquistati nei cinema sono stati cucinati utilizzando l’olio come si farebbe a casa, niente affatto, l’industria per produrre il prodotto usa acidi grassi saturi, come l’olio di cocco e l’olio di palma e ciò per via del fatto che usando le alte temperature si correrebbe il rischio di rovinare il prodotto che si intende cuocere. Dunque, niente olio di nessun tipo, neanche di arachidi ma grassi che, da un punto di vista nutrizionale sono di poco valore ma costano poco, così l’industria guadagnerà di più e cercherà nel possibile di ridurre il prezzo di vendita, almeno in teoria, visto che come si vedrà il prezzo di vendita è tutt’altro che contenuto; ma la salute?

Nell’indagine compiuta da Altroconsumo in 20 cinema testati a Roma e a Milano acquistando pop corn venduti in barattoli piccoli si sono fatte altre interessanti scoperte, per esempio, s’è voluto capire come l’alimento venduto nelle sale cinematografiche sia più o meno ricco di sale e qui i risultati non sono allarmanti, almeno per la maggior parte delle confezioni, visto che su 20 prodotti solo tre hanno ottenuto l’insufficienza, gli altri, almeno da questo punto di vista, si sono comportati bene ed alcuni ottimamente.
Per quanto concerne i grassi, a parte ciò che si è detto, Altroconsumo avrebbe rilevato come in ben il 4% dei prodotti acquistati oltre ai due acidi grassi rilevati nelle confezioni, si repertano tracce anche di acidi grassi trans, tali sostanze hanno effetti negativi sull’organismo, si pensi al fatto che intervengono nel far diminuire il colesterolo “buono” nel sangue e di innalzare quello “cattivo”, fatto che alla lunga, potrebbe determinare malattie cardiovascolari, per non contare che, sei anni fa, circa, l’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti chiese che tali sostanze venissero cancellati dalla dieta della popolazione; dubitiamo si sia mai giunti a questo risultato.

Ma c’è di più, su addirittura 15 prodotti acquistati su 20, v’è aggiunta del glutammato, un amminoacido molto presente in alimenti a ricco contenuto di proteine. Su questa sostanza s’è detto molto e non si nasconde, anche se non c’è una letteratura al riguardo che assolva o meno tale amminoacido, una certa pericolosità per supposti danni al cervello, ma non ci si può esprimere al riguardo visto il parere contrastante della scienza in tal senso al punto che è ammesso l’utilizzo nell’alimentazione. C’è solo da considerare che, quando se ne abusa, è segno che il prodotto dove viene aggiunto è molto scadente in quanto è noto che la sostanza aumenta la palatabilità del cibo per l’intenso gusto che detiene esaltando il sapore dell’alimento ove è aggiunto. Oltretutto ci sarebbe da fare una riflessione; il glutammato lo ritroviamo in molti alimenti di uso quotidiano, perché andarlo a repertare anche in cibi consumati per pure sfizio come i pop corn?

Il costo: come l’oro!
Il costo dei pop corn acquistati al cinema è strabiliante, poco meno di 50 euro al chilo, tant’è che 100 grammi costano quasi 5 euro e questo è davvero scandaloso, soprattutto se si considera il costo basso degli ingredienti, da un lato e la facilità di realizzazione del prodotto finito, dall’altro.

Ed in ultimo, occhio alla bilancia, se i pop corn fatti in casa detengono 346 kcal per 100 grammi, quelli acquistati al cinema hanno un numero di calorie che partono da 384 kcal fino ad un massimo di 477 kcal per 100 grammi. Insomma, i pop corn acquistati presso le sale cinematografiche non sono certo ideali per mantenere il peso forma, vista poi la facilità come si ingurgitano davanti ad un bel film. Per il resto, al singolo la scelta, vale la pena acquistare un prodotto del genere ad un prezzo così elevato?

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Fonte | Altroconsumo

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Sab 26/04/2008 da

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