Alimentazione e diabete: le regole per non rischiare l’effetto cenone

Alimentazione e diabete: le regole per non rischiare l’effetto cenone

Ecco cinque semplici regole per chi soffre di diabete per affrontare al meglio le festività e, in particolare, brindisi e cenoni, senza rischi per la salute

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    cenone diabete

    Per i 3 milioni di Italiani che soffrono di diabete si avvicina il periodo delle tentazioni culinarie, soprattutto dolci, che possono determinare un aumento del rischio di iperglicemia, con tutta la serie di complicanze cui si può andare incontro. Gli esperti parlano di un vero e proprio “effetto cenone”, dal quale bisogna difendersi, anche con l’aiuto del diabetologo.

    Precisiamo subito: non bisogna rinunciare ai festeggiamenti e neppure ai cenoni, ma chi soffre di diabete deve assumere alcuni semplici comportamenti preventivi. Il professor Alberto Maran, docente di Malattie del Metabolismo all’Università degli Studi di Padova suggerisce, quindi, cinque semplici regole da far proprie.

  • Organizzarsi con il diabetologo: “Al paziente diabetico, correttamente educato ed in grado di gestire il proprio diabete, nulla è vietato, ma è consigliabile concordare con il proprio diabetologo uno schema speciale per le feste” spiega Maran.
  • Aumentare i controlli della glicemia. Grazie ai controlli frequenti dei livelli di zucchero nel sangue, il paziente può regolare la dose di insulina da somministrarsi, la quantità di carboidrati da assumere e l’esercizio fisico da svolgere e “consentire al diabetologo di valutare il quadro metabolico in maniera più accurata” aggiunge il medico. Oggi, per altro, è possibile, grazie alla tecnologia, monitorare la glicemia praticamente ovunque.
  • Conoscere gli alimenti con i quali non eccedere: non parliamo solo di dolciumi e alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati semplici, ma anche di carboidrati complessi.

    “Il diabetico “istruito”, infatti, evita di consumare, in abbinamento a un primo piatto, alimenti come pane o patate, perché sono cibi che determinano un aumento della glicemia prolungato nel tempo” ricorda l’esperto.

  • Attenzione ai brindisi: “L’alcool non è totalmente vietato. Una birra o un bicchiere di vino non hanno, salvo specifiche indicazioni del medico, controindicazioni particolari. Da evitare sono però gli eccessi. Soprattutto i cocktail, bevande ricche di zuccheri e frutta, possono comportare un rischio elevato di iperglicemia” ricorda Maran. “Inoltre l’alcool, oltre una certa soglia di assunzione, riduce anche la percezione dei sintomi associati a un calo della glicemia, divenendo molto pericoloso soprattutto a stomaco vuoto, con il rischio di perdita di coscienza e nei casi più gravi di coma”.
  • Lo sport non va in vacanza: meglio mantenere un esercizio fisico moderato, ad esempio una passeggiata quotidiana. È un toccasana non solo per chi soffre di diabete perché i benefici non riguardano solo la glicemia, ma anche la concentrazione di grassi (colesterolo e trigliceridi) nel sangue, anch’essi spesso incrementati da un cenone “selvaggio” e il livello della pressione sanguigna.
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