Alimentazione: dieta mediterranea patrimonio Unesco

E' arrivato l'annuncio ufficiale: la dieta mediterrane è entrata a far parte del patrimonio cilturale immateriale dell'umanità UNESCO

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    È ufficiale, la dieta Mediterranea è finalmente entrata nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, dopo la candidatura avanzata dall’Italia insieme con Spagna, Grecia e Marocco. Un importante riconoscimento per un tipo di alimentazione gustoso ma anche salutare.

    Il regime alimentare mediterraneo vanta abbondanza di alimenti di origine vegetale, come frutta, cereali, (come dimenticare la pasta e la pizza), verdura, ortaggi (sovrano è indubbiamente il pomodoro), legumi ed erbe spontanee e aromatiche, quantità moderate di pesce, pollame e latticini e bassi quantitativi di carne rossa, oltre a privilegiare come sostanziale condimento l’olio di oliva e senza dimenticare un equilibrato consumo di vino rosso.

    Uno stile alimentare che oltre a soddisfare il palato (la cucina italiana, ma in generale quella mediterranea, è invidiata in tutto il mondo) continua a essere studiata a lungo per i benefici che apporta, per esempio, alla salute del cuore. Non mancano, inoltre, studi sul ruolo preventivo della dieta mediterranea contro le malattie più gravi (come il cancro o patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer).

    “La Dieta Mediterranea, in quanto insieme unico al mondo di pratiche alimentari, sociali e culturali ha pienamente meritato il riconoscimento convinto dell’UNESCO, giunto con un sostegno unanime. Per l’Italia si tratta solo del primo, importantissimo passo di una lunga serie di successi sul cammino della valorizzazione delle pratiche agroalimentari tradizionali italiane riconosciute da tutto il mondo quali esempi di eccellenza” ha dichiarato Giancarlo Galan, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. E infatti già si pensa di avanzare la candidatura, per l’inserimento nella stessa lista, dell’”arte della pizza napoletana” e della “coltivazione ad alberello dello Zibibbo di Pantelleria”.