Alimentazione: come mangiare bene

Alimentazione: come mangiare bene

Il regime alimentare segue canoni dettati dallo stile di vita della singola persona: l'attività lavorativa, il moto, il tipo di corporatura, lo stato di salute

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    Piselli freschi

    L’interesse a sviluppare il senso dell’alimentazione con concezione salutistica è grande, da parte di tutti: ma il gusto, il piacere, l’appagamento dei sensi, viene spesso considerato prioritario, non sempre a torto nella quotidianità, nei confronti della qualità, che non sempre viene accettata come preferita. Ma quando i primi disturbi all’apparato digestivo si fanno notare bisogna intervenire.

    Mangiare bene significa moderare le quantità, senza però stringere troppo i cordoni: mangiare troppo poco predispone alle malattie e indebolisce, fino a incidere anche sul sistema nervoso.

    Per non sbagliare esiste una tecnica nota, che è quella delle Cal e Kcal, dette calorie o kilocalorie, che consente di definire chiaramente quanto si deve ingerire come dose minima in una giornata: per i bambini il dosaggio minimo è di circa 1000/2000 Calorie tra gli 1 e i 10 anni; per gli adolescenti sotto i 20 anni si attesta sulle 2000/3000 Calorie, per consentire la crescita e lo sviluppo, regolandosi poi in età adulta dai 2.500 alle 3.500 Calorie a seconda dello stile di vita della persona e del tipo di attività fisica che svolge.

    Negli adulti con attività fisica pesante le Calorie giornaliere possono diventare anche 5.000 circa, mentre per una donna impiegata, con vita sedentaria, che non svolge i lavori domestici sono sufficienti 2.200 Calorie circa, che corrispondono all’energia che serve per l’organismo e poco più.

    Ci sono due eccezioni a questi livelli: per le donne sono il periodo della gravidanza, quando bisogna aumentare anche del 30% il fabbisogno giornaliero e dopo la menopausa, quando bisogna ridurre gradualmente la quantità di cibo che si mangia, mentre per gli uomini è la vecchiaia, per cui dai 40 anni in poi la dose va notevolmente ridotta, specie per chi svolgendo lavori pesanti va in pensione e non ha più bisogno di grandi quantità di Calorie. Si arriverà a ridurre del 30% in media.

    Fatta salva la quantità va rispettata anche la qualità: non sono sufficienti calorie della stessa famiglia, serve variare l’equilibrio tra i nutrienti. Una dieta ben fatta bilancia glucidi al 55% circa, proteine al 15% e lipidi nel 30% circa, in aggiunta liquidi, Vitamine e Sali minerali.

    Se la dieta sarà equilibrata in modo corretto, il tipo di cibo e il menù possono variare senza alterare il fabbisogno giornaliero.

    Il concetto di dieta ormai è entrato a far parte della mentalità dell’italiano medio, come anche quello di regime alimentare, specie da quando le campagne sanitarie nazionali hanno consentito di appropriarsi di temi e di situazioni legate alla salute e all’alimentazione, facendo chiarezza sul certo legame esistente tra patologie e cibo nell’ottica della prevenzione sanitaria.

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