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Alimentazione: come cambiano le abitudini a tavola

Alimentazione: come cambiano le abitudini a tavola

Il regime alimentare può cambiare in seguito a tanti fattori, ma la ricerca conclusasi di recente, condotta attraverso un sondaggio telefonico, consente di dire che l'italiano medio è soddisfatto nel 72% dei casi del suo stile alimentare, e se ha cambiato la sua dieta è per un fatto legato alla salute, al benessere, alla prevenzione e alla spesa in cibo

da in Alimentazione, Benessere, Dieta mediterranea
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    Pane nero

    Sempre più spesso ci si trova a parlare di alimentazione e di qualità della vita, specialmente da quando il mercato globale ha consentito di scegliere tipi di alimenti che prima dell’apertura dei mercati non erano facilmente reperibili: per verificare che cosa, come e quanto mangiano gli italiani è stata condotta una indagine, su campione telefonico, con un target di italiani di età superiore ai 15 anni, interrogati sui temi dell’alimentazione.

    I risultati sono stati presentati nei giorni scorsi, e senza troppe sorprese hanno dato una lettura del panorama italiano molto poco tradizionale: ad esempio, per scegliere i cibi che acquistano gli italiani preferiscono la sicurezza, che trovano in cibi non transgenici, con il timore, nella maggioranza dei casi, che gli alimenti possano essere contaminati. In seconda battuta viene data importanza al prezzo, nella scelta dei prodotti tradizionali, che fanno bene o che piacciono.

    Per determinare la bontà di un alimento il compratore sceglie per prima cosa la qualità, poi il gusto, l’aspetto e infine la provenienza; molta meno importanza viene data al dove si compra: non sarà più allora il mercato rionale, ma piuttosto la grande distribuzione, non ci sono più differenze tra il prodotto del piccolo negozio o della catena, se lo stesso prodotto al discount costa meno.

    Gli italiani che hanno dei problemi con certi alimenti per motivi non legati alla salute sono molto pochi, il 72% ha considerato di avere un buono stile alimentare che non soffre di cattive spese o di contaminazioni, nel 30% dei casi invece i problemi alimentari sono determinati dal costo del cibo buono, specie per gli intervistati delle metropoli del meridione.

    Nei pasti fuori casa in molti intervistati c’è poca convinzione nella convenienza, anche se nel 20% dei casi c’è piena soddisfazione; molti invece sono coloro che in questi ultimi anni hanno cambiato stile alimentare o hanno ridotto la quantità di cibo consumato pro-capite. La percentuale si attesta sul 60% circa.

    I prodotti che l’italiano medio compra più facilmente sono quelli della cucina mediterranea, anche se la crisi dei consumi in alcuni settori si è fatta sentire: meno alimenti arricchiti, cibi rapidi o precotti, pasti sostitutivi, integratori, pesce e carne.

    Ridotto del 20% anche il consumo di pane. Il motivo per cui i prodotti sono usciti dalla lista della spesa è legato al prezzo e alla dieta.

    Nella scelta del cibo però la priorità viene data allo stato di salute, al benessere, che condiziona nel 40% dei casi le scelte del compratore; la prevenzione delle malattie metaboliche e legate all’alimentazione è entrata a far parte del comune sentire in almeno il 20% degli intervistati, fatto molto positivo, di cui anche TantaSalute, grazie al suo lavoro quotidiano, è parte attiva. Nel 72% dei casi l’italiano medio si sente soddisfatto del suo regime alimentare.

    Fonte: Repubblica Salute
    Foto: Google

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