Alimentazione: chi divora in fretta ingrassa!

Alimentazione: chi divora in fretta ingrassa!

Adesso abbiamo anche il conforto della scienza in tal senso, da quando sostiene ad opera dei ricercatori che hanno pubblicato i loro lavori scientifici sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, che è proprio la velocità elevata nel mangiare a fare ingrassare

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    mangiare in fretta

    Nelle antiche scuole di medicina l’avevano ben capito, la prima digestione avviene in bocca, si sosteneva ed in effetti, masticare bene, dando il tempo alla bocca di preparare i processi digestivi che avvengono poi nelle altre parti dell’apparato digerente, stante il fatto che la bocca è considerata apparato digerente anch’essa, aiutava eccome la digestione.

    Ma l’uomo moderno pare aver dimenticato queste “ pillole di saggezza “ e quando si nutre, spesso, sembra proprio uno “ sprocedato “.Sprocedato è un termine del dialetto perugino poi importato da quello romano che indica una persona che ha atteggiamenti esagerati ed in effetti qualcuno mangia dando la parvenza di assumere un atteggiamento esagerato nei confronti del cibo, come se dovesse divorare l’intera tavola, ma tale impressione è più ricavata dal fatto di vedere a che velocità si nutre piuttosto che constatare la quantità divorata che può anche essere modesta ma che alla fine comporta, come conseguenza, un eccessivo peso ponderale di queste persone; in una parola, mangiando in fretta si ingrassa.

    Adesso abbiamo anche il conforto della scienza in tal senso, da quando sostiene ad opera dei ricercatori che hanno pubblicato i loro lavori scientifici sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, che è proprio la velocità elevata nel mangiare a fare ingrassare.

    Il motivo di tale situazione è dato dal fatto che mangiando in fretta non si da all’apparato digerente la possibilità di secernere ormoni particolari simili al glucagone che intervengono inviando al cervello il segnale di Stop per intervenuta sazietà e si continua a mangiare.

    In generale si può affermare che l’organismo agisce nella normalità anche in questo caso se il pasto dura una ventina di minuti almeno e non 5/10 come spesso capita soprattutto nelle pause da lavoro; inutile dire che le conseguenze di questo “ malcostume “ sono sotto gli occhi di tutti.

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