Alcol: spaventosi i dati dell’abuso in Italia

Alcol: spaventosi i dati dell’abuso in Italia

Dal Rapporto si evince anche dell’altro, ovvero, che su cento donne almeno 60 bevono in maniera considerevole, ma senza ancora allarmare più di tanto, perché ben altro è il problema rappresentato da ciò che avviene alle venti donne all’interno della percentuale presa a riferimento, visto che tali persone possono già ascriversi quali alcol dipendenti

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    Ubriachi

    Il problema dell’alcol non è solo rappresentato dall’unica emergenza sanitaria derivante da tutte quelle malattie connesse con l’abuso di questa sostanza, diventa ancor più grave la situazione quando si considera che nei Paesi sviluppati, Italia compresa, cresce sempre di più il numero di adolescenti, se non addirittura di bambini e di donne, che eccedono con l’alcol, una situazione piuttosto nuova in Italia e non è tutto!

    Ad allarmare è anche la consapevolezza, alla luce degli ultimi dati emersi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per quanto concerne la sola Italia, che almeno centomila infortuni sul lavoro hanno avuto una matrice comune; l’abuso di alcol al punto che la sostanza nell’ultimo periodo è divenuta il terzo fattore di rischio di mortalità e disabilità; insomma, subito dopo ipertensione arteriosa e fumo, il primato va proprio all’alcol.

    L’effetto emulazione

    C’è da dire che con l’alcol sta avvenendo quanto già accaduto col fumo, ovvero, l’influenza esercitata dagli adulti, capofamiglia in testa, viene assorbita dagli altri componenti il nucleo familiare. A tale risultato sarebbe giungo l’Istituto Superiore della Sanità nel presentare il Rapporto nella Giornata di Prevenzione dall’alcol.

    Le donne sempre più bevitrici

    Dal Rapporto si evince anche dell’altro, ovvero, che su cento donne almeno 60 bevono in maniera considerevole, ma senza ancora allarmare più di tanto, perché ben altro è il problema rappresentato da ciò che avviene alle venti donne all’interno della percentuale presa a riferimento, visto che tali persone possono già ascriversi quali alcol dipendenti.

    L’età a rischio per le donne

    L’età considerata a rischio di dipendenza dall’alcol per le donne coincide con quella adolescenziale, per via dell’esigenza della ragazzina di sentirsi più a suo agio all’interno della cerchia di suoi coetanei frequentati, dopodichè torna ad essere un’età a rischio per la donna gli anni che stanno a cavallo dei quaranta. In questa fase della vita spesso ci si ritrova di fronte a situazioni per la donna di grande disagio, un bilancio della propria esistenza che non risulta del tutto chiaro, la paura di perdere la propria fertilità, la paura di invecchiare, tutte situazioni queste che spesso scaturiscono dalla debolezza del singolo individuo piuttosto che dalla realtà dei fatti ma già sufficienti per avvicinarsi all’alcol in maniera patologica.

    Da sottolineare invece il fatto che la propensione del capofamiglia ad abbandonarsi all’alcol aumenta di ben sette volte il rischio che i figli eccedano prima o poi con l’alcol.

    Il ruolo dell’alcol negli incidenti sul lavoro

    E se dunque l’alcol è sicuramente un motivo d’allarme sociale per via delle malattie che spesso si accompagnano all’abuso della sostanza, bisogna anche considerare l’allarme sociale determinato dalla propensione di troppi lavoratori a bere durante le ore lavorative. Un fenomeno che segue il trend negativo degli infortuni sul lavoro e che ben ci dimostra come almeno centomila incidenti sul lavoro avvenuti in Italia siano stato indirettamente causati dall’alcol. Anche la mortalità per incidenti della strada è un fenomeno purtroppo in rapida crescita, al punto che per i giovani, l’alcol rappresenta la prima causa di morte alla guida. Così come, il mix fumo-alcol diventa sempre più tenace in chi è affetto da entrambi i “ vizi “, ovvero, più si fuma e più si beve e viceversa.

    Il risultato è davvero disarmante, gli alcol dipendenti in Italia dal 1988 al 2003 sono aumentati del 136% per gli uomini e del 144% per le donne.

    Tanto sono spaventosi questi dati che stupisce a questo punto sempre meno osservare come nella popolazione italiana il 10% dei lavoratori che abbiano un’età superiore ai 16 anni ha problemi con l’alcol che causa incidenti sul lavoro in 11 casi su 100 incidenti avvenuti. Dobbiamo anche considerare che la stessa incidentalità stradale non è tutta da ascrivere alle stragi del sabato sera, insomma, non possiamo considerare l’alcol responsabile soltanto degli incidenti notturni avvenuti nei week-end, è dimostrato che una parte degli incidenti stradali causati dall’alcol vanno a confluire nel grande calderone degli incidenti sul lavoro poichè il sinistro si sarebbe verificato quando il lavoratore percorreva, ubriaco o quasi, il tragitto che lo conduceva a casa o sul posto di lavoro.

    I tempi di smaltimento

    Molte volte ci si chiede quanto tempo occorra per smaltire una data quantità di alcol dall’organismo per tornare di nuovo sobri. Premesso che non è possibile parlare in termini assoluti perché tale fatto dipende da troppi fattori, età dell’individuo, sesso, condizioni generali dell’organismo etc., diciamo che un bicchiere di alcol si smaltisce in un’ora circa, in presenza di una funzionalità epatica perfetta. Ma quando intendiamo un bicchiere di alcol ci riferiamo ad un bicchiere di vino con una concentrazione alcolica intorno al 10/13 gradi circa. E’ chiaro che già per smaltire tre bicchieri di vino occorrerà un lasso di tempo quasi triplo, ma non è tutto, ben diverso è il caso dei superalcolici laddove la quantità di alcol è quadruplicata spesso rispetto al vino.

    A riprova di quanto detto si pensi che un’alcolemia di 1,5 mg/l nel sangue per chi lavora significa la possibilità di incorrere in incidenti in una misura che è pari al 25% in più rispetto chi è sobrio. E non dobbiamo considerare il rischio enorme cui si espone solo chi è alla guida di un autoveicolo con tale alcolemia nel sangue, pensiamo a chi è preposto al funzionamento di macchine di precisione etc. e non solo, pensiamo a cosa accada a chi, in associazione all’alcol, magari è costretto anche ad assumere farmaci che finiscono per potenziare l’azione dell’alcol o per avere come conseguenza il potenziamento dell’azione del farmaco stesso, anche fosse l’unica controindicazione la sonnolenza eccessiva e improvvisa… basta questo per capire perché tanti incidenti sul lavoro abbiano all’origine un abuso di alcol?

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