Alcol e Alzheimer: relazione pericolosa, se l’alcol è troppo

Alcol e Alzheimer: relazione pericolosa, se l’alcol è troppo

L’alcol può essere un’arma a doppio taglio quando si tratta di Morbo di Alzheimer: l’astinenza completa e l’eccesso aumentano il rischio, mentre il consumo moderato protegge

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    Troppo alcol aumenta il rischio alzheimer

    Se un buon bicchiere di vino è considerato un toccasana per la salute dell’organismo, quando i bicchieri diventano troppi e l’abitudine ad alzare il gomito decisamente molto frequente l’organismo corre seri pericoli. In particolare, se una moderata quantità di alcol ha dimostrato di avere un benefico effetto protettivo nei confronti dell’Alzheimer, esagerando si sortisce l’effetto opposto.

    Proprio così, da prezioso alleato a nemico giurato: l’alcol, quando si eccede, si trasforma da protezione contro l’Alzheimer a fattore di rischio, in grado di incrementare le probabilità di essere colpiti dalla patologia degenerativa.

    Dito puntato contro gli eccessi di bevande alcoliche, soprattutto alla luce dei risultati emersi nel corso di un recente studio condotto da alcuni atenei finlandesi. Gli esperti scandinavi hanno esaminato i partecipanti al Finnish Twin Cohort, un gruppo di gemelli studiati in Finlandia dal 1974, mettendone sotto la lente d’ingrandimento le abitudini “alcoliche” e la propensione ad alzare il gomito.


    Monitorando sui soggetti coinvolti i segni della patologia neurologica degenerativa fino a oggi, i ricercatori hanno evidenziato un dato interessante: l’eccesso di alcol, così come l’astinenza assoluta provocano un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer, mentre il consumo con moderazione di vino, di bevande alcoliche fornise una sorta di protezione.

    ”Questo risultato è significativo se si pensa che i cambiamenti biologici dovuti all’Alzheimer compaiono venti o trent’anni prima che si sviluppino i sintomi della malattia, quindi identificare i fattori di rischio precocemente è indispensabile” hanno sottolineato gli autori dello studio.

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