Alcol aumenta il rischio tumore alla faringe e al cavo orale

Alcol aumenta il rischio tumore alla faringe e al cavo orale
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    L'alcol aumenta il rischio tumore

    L’alcol, si sa, se preso non in piccole dosi, ma in dosi massicce, eccessive e troppo spesso, rischia di diventare un vero nemico di tutto l’organismo, mettendone in serio pericolo la salute. Che le bevande alcoliche non siano un toccasana si sa, ma un team di scienziati internazionali ha puntato di nuovo il dito sulle bevande alcoliche, evidenziando un altro legame rischioso: l’eccesso di alcol favorirebbe la comparsa e lo sviluppo di alcune forme tumorali, alla faringe e al cavo orale.

    Sarebbero proprio quei bicchieri di alcol davvero di troppo, che da concessione saltuaria diventano una malsana abitudine, a favorire l’insorgenza di una patologia terribile, il cancro alla faringe e al cavo orale.

    I numeri, riportati sull’autorevole rivista Oral Oncology, emersi dalla ricerca, condotta da un team internazionale di scienziati, guidati dalla Federica Turati, del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ”Mario Negri” lasciano poco spazio ai dubbi: le persone che bevono abitualmente bevande alcoliche, consumandone quattro o più bicchieri al giorno, corrono un rischio 7 volte maggiore, rispetto alla media, di sviluppare il cancro alla faringe, e 5 volte superiore, quando si tratta di tumore del cavo orale.

    Vino, birra, cocktail o super alcolici poco importa, i parametri che incidono pesantemente sull’indice di rischio sono l’abitudine, la frequenza e la quantità. Ecco quanto emerge dalla ricerca, realizzata esaminando 31 studi epidemiologici, per un totale di più di 12 mila casi analizzati.

    ”Il punto di forza di questo studio sta nell’aver incluso tutti gli studi pubblicati sull’argomento nel mondo e di averli analizzati in modo sistematico e trasparente, ottenendo in tal modo stime di rischio basate su una casistica di dimensioni uniche. Ciò ha reso possibile l’analisi dettagliata di sottogruppi di soggetti” ha osservato la dottoressa Turati.

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