Aids: scoperto il vaccino, ma ancora presto per il “miracolo”!

Parliamo di un vaccino ancora sperimentale nonostante si sia operato in umano su 16 mila volontari ed i risultati sono sicuramente incoraggianti

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    L’AIDS potrebbe cominciare a fare meno paura di quanto ancora oggi, nonostante le nuove cure, faccia; con un nuovo vaccino scoperto a Basngkok da medici tailandesi si sarebbe potuto dimostrare, ancora sperimentalmente, che il rischio di incorrere nell’infezione si può ridurre del 31% . E che il problema AIDS sia sicuramente serio lo dimostrano le cifre, negli ultimi tre anni, quasi, sono stati due milioni i pazienti ammalati di AIDS a morire per le conseguenze della malattia e ancora adesso, nonostante le campagne di informazione, ogni giorno si infettano del virus ben 7.500 persone al mondo.

    Un vaccino preventivo ed efficace” – Anche se il risultato potrebbe apparire per ora modesto, è la prima volta che un vaccino sperimentale dà questi risultati. A confermarlo è il colonnello Jerome Kim che ha sponsorizzato la ricerca assieme all’Istituto nazionale di allergia e malattie infettive. Da lui la precisazione: “E’ la prova che è possibile avere un vaccino preventivo sicuro ed efficace”.

    Parliamo di un vaccino ancora sperimentale nonostante si sia operato in umano su 16 mila volontari ed i risultati sono sicuramente incoraggianti. E quando parliamo di un solo vaccino sbagliamo ad indicarlo, visto che dovremmo poter parlare di vaccini essendo tutto ciò la combinazione di un primo vaccino che agisce nell’organismo aumentandone l’immunità e dunque aumentando le difese, un nuovo farmaco prodotto dalla Sanofi, colosso farmaceutico e dall’Aidsvz che si aggiunge ad una seconda molecola che invece aumenta la risposta all’attacco virale dell’organismo infettato dall’agente patogeno.

    Nei tre anni in cui i volontari sono stati seguiti si è potuto appurare che il rischio di contrarre la malattia si era ridotto del 31%, anche se emergono altri risultati, per intanto al vaglio degli esperti e che saranno divulgati nella sede opportuna e comunque non prima del prossimo mese durante un Congresso tematico che si terrà a Parigi.

    Nessuna falsa illusione avvertono comunque gli scienziati, ma le speranze come si diceva restano eccome anche se la strada da seguire è ancora molto in salita, soprattutto in vista del fatto che l’effetto protettivo del vaccino sull’organismo è di grado modesto ma sufficiente per immaginare in un prossimo futuro un farmaco che prevenga l’infezione stante il fatto che l’organismo reagisce bene al virus dopo inoculazione del vaccino.