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Aids: migliori cure, ma il problema esiste ancora

Aids: migliori cure, ma il problema esiste ancora

L'AIDS è tutt'altro che scomparso, eppure è opinione collettiva ritenere che il fenomeno sia sotgto controllo, ma se è vero che oggi l'approccio terapeutico è sicuramente più efficace, la malattia dovrà al contempo impensierire allo stesso modo di un tempo

da in AIDS, Farmaci, Malattie, Vaccini
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    Quando parliamo di Aids l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una malattia capace di mietere un numero minori di vittime rispetto ad un tempo ma che oggi, alla luce delle tante scoperte scientifiche nel frattempo avvenute, è stata risolta e dunque il virus Hiv sembra solo retaggio di un’epoca che fu, ma è davvero così?

    Tutt’altro, se è vero infatti che oggi l’approccio terapeutico verso questa grave patologia è radicalmente mutato rispetto al passato, anche considerando che oggi disponiamo di farmaci sempre più potenti contro l’agente virale, vero è anche che l’AIDS non è per nulla scomparso, lo dimostra il numero elevatissimo di malati nel mondo; 33 milioni e ben 120 mila in Italia.

    Certo oggi più che mai assume grande importanza la diagnosi resa facile anche dal test per conoscere l’eventuale proprio stato di sieropositività e, dunque, oggi più che mai, intervenire per contrastare la malattia e sperare in una qualità della vita quanto apprezzabile è quanto mai importante. Così come non si può neanche immaginare che negli ultimi decenni il mondo scientifico sia stato immobile solamente a contare il numero di vittime e di malati, tutt’altro, si pensi alle maggiori possibilità diagnostiche cui oggi si dispone, si pensi anche alle stesse terapie che hanno spostato l’AIDS da malattia mortale a cronica grave; ciò senza però trascurare il fatto che i malati in cura riescono a fronteggiare il virus nell’80% dei casi, gli sforzi maggiori andranno fatti sulla quella restante quota del 20% che non è per nulla trascurabile ma sulla quale gli scienziati lavorano alacremente.


    L’ideale sarebbe che si affacciasse al mondo la possibilità di un vaccino inteso come quelli noti, ad esempio, quello della poliomelite che protegge l’organismo per tutta la vita. La strada verso questo risultato oggi è davvero lunga e non si sa bene neanche se giungerà a breve a soluzione, dunque, dobbiamo cercare di potenziare i farmaci di cui disponiamo se vogliamo sperare in un affrancamento sempre maggiore dalla malattia e poi altro capitolo parimenti importante; la prevenzione, siamo sicuri che oggi l’AIDS , intesa sempre meno uno spauracchio per l’umanità, non abbia indotto all’abbandono di tutti quei sistemi che fino a un decennio fa sembravano l’unico baluardo contro l’infezione? l’evidenza di quanta meno cura esista sopratutto nella popolazione più giovane, nei confronti proprio della prevenzione, ci palesa una triste realtà, oggi l’AIDS fa meno paura e questo ci fa essere meno prudenti nei confronti della malattia, la stessa che se nei Paesi più industrializzati è tuttavia attentamente monitorata dagli Organismi sanitari, altrove, ovvero nei Paesi del terzo mondo resta, purtroppo, una delle emergenze sanitarie più grandi che l’intera umanità abbia mai dovuto froteggiare.

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