AIDS: i nuovi dati sul rischio in Italia

I malati i HIV in Italia non diminuiscono, mentre è diminuito il livello di guardia, per cui non si presta più attenzione al rischio di essere contagiati ed è calato anche il numero di persone che ogni anno decide di sottomettersi al TEST

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    I malati di AIDS in Italia, secondo i dati resi noti alla stampa nella giornata di oggi, giorno dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione per la malattia di HIV, che non sono coscienti della malattia, sono circa 40 mila. Questo stando a registrazioni sanitarie ufficiali, che dicono come in Italia ci sia stato un drastico e pericoloso calo di Test anti HIV, un calo di segnalazioni di contagio che fa insospettire e una diminuzione del numero di persone che si dichiara sieropositivo.

    Non è ancora chiara la dinamica, ma è aperto allarme: se in Europa circa il 60% dei cittadini, dopo aver avuto dei rapporti a rischio o anche solo dopo aver cambiato partner, decide di sottoporsi al Test, in Italia stranamente lo fa solo il 30% delle persone, che però non è detto per niente che siano immuni dal rischio.

    Sarebbe facile dire che si tratta di migliore forma di prevenzione che non ha bisogno di prove per attestare la salute, ma poi i dati dicono che la situazione non è questa. Il rischio per il contatto con la malattia non è solo di chi è povero, omosessuale, tossicodipendente o svolge lavori particolarmente a rischio, perché un contatto sbagliato può essere la causa della malattia, che si può prevenire solo con il preservativo e una certa attenzione al modo in cui si fa sesso.

    A Torino i dati che sono emersi fanno paura: pare che il livello di guardia sia di nuovo diminuito, complice l’attenzione su altri problemi legati alla salute, inoltre dopo gli anni novanta, che furono gli anni della paura, ora si pensa che il pericolo sia rientrato, ma non è così.

    Sempre le statistiche dimostrano che non si parla più di AIDS come di una malattia pericolosa per chi è sano, ma si tende a valutarla come problema di chi è malato conclamato, come se non riguardasse la persona sana ma solo il malato risaputo. Proprio questo atteggiamento rischia di diventare pericoloso, si stima che siano circa 120 e i 140 mila, le persone che hanno avuto rapporti a rischio senza però avere ancora sviluppato il virus.

    Fonte: Il Tempo

    Foto da LILA