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AIDS – HIV: tra ottimismo e difficolta’

AIDS – HIV: tra ottimismo e difficolta’

L'AIDS e' una malattia prima che medica sociale, poiche' colpisce di piu' laddove non se ne vuole parlare o quando si decide di non offrire adeguati strumenti per proteggersi nella propria vita sessuale

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    AIDS

    In fatto di AIDS, argomento che spesso abbiamo cercato di seguire nella sua evoluzione medica, per la estrema importanza della dinamica internazionale sul male del secolo, le novita’ sono sempre ben viste, specie se riguardano la solidarieta’ e il mutuo aiuto per chi e’ ammalato.

    Nella XVII edizione della Conferenza Internazionale sull’Aids che si e’ tenuta il mese scorso a Citta’ del Messico si e’ parlato di obiettivi, importanti traguardi dati e stimati nell’anno 2010, anno in cui si ritiene che la malattia potrebbe arrivare ad essere conosciuta nel mondo al punto da permettere cure e profilassi adeguate a livello internazionale.

    Al di la’ di questo grande ottimismo, espresso per la prima volta in una citta’ che vede il maggior numero di sieropositivi per incidenza media sulla popolazione, si sono proposte azioni concrete e parole importanti. L’onda si muove sullo slogan di “Universal Action Now”.

    Uno dei peggiori nemici del malato di AIDS e uno dei peggiori alleati della HIV e’ l’indifferenza, quel non voler sapere e conoscere che distingue la vita del sieropositivo dalla vita di qualsiasi altro malato normale. Al secondo posto l’ignoranza, il non sapere che cosa e’ la malattia, dove e’ diffusa e come fare per prevenirla.

    Al terzo posto l’incoscienza, il non voler accertare il proprio stato di salute mettendo a rischio quella degli altri.


    Superati questi tre ostacoli
    rimane l’ultimo ostacolo, non da poco, ma che non dipende dalle scelte individuali: tempo, risorse e persone, che siano disposte a sacrificare la loro vita e a usare il loro sapere per fare lavoro medico di ricerca e di sperimentazione.

    In foto: il mento del nonno, gli occhi del papa’ e l’HIV della mamma.

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