Aids: così lo sconfiggeremo!

L’occasione in tal senso ce la da la ricerca scientifica italiana e non parliamo stavolta di vaccini, ma di una cura rivoluzionaria che se dovesse confermarsi in fatto di successi terapeutici potrebbe avvicinarci alla soluzione del problema

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    Virus HIV

    Non farà più paura come un tempo l’AIDS, visto che di fronte alla grave malattia non siamo del tutto impotenti come un tempo, ma fatto sta che parliamo di una patologia che nel mondo ha fatto più di 33 milioni di morti e questo è sicuramente un numero persino in difetto se pensiamo che larga parte dei casi mortali si sono verificati in aree geografiche che sfuggono ad un controllo preciso, stante lo stato di quelle popolazioni.

    Ne deriva dunque che di fronte ad un virus tanto letale quale è il virus HIV, quello appunto responsabile dell’Aids, il mondo sta sempre col fiato sospeso di fronte alla possibilità di una cura radicale verso la malattia che pare profilarsi all’orizzonte. L’occasione in tal senso ce la da la ricerca scientifica italiana e non parliamo stavolta di vaccini, ma di una cura rivoluzionaria che se dovesse confermarsi in fatto di successi terapeutici potrebbe avvicinarci alla soluzione del problema. Parliamo di un trattamento terapeutico volto a rintracciare il virus annidatosi all’interno delle cellule infette fino ad uccidere l’agente patogeno ma, fatto davvero rivoluzionario, senza intaccare in alcun modo la cellula sana che non ospita il virus.

    Per giungere a tanto si sarebbe ricorso a due farmaci che interagiscono fra di essi, come ha riportato lo studio di Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), e Andrea Savarino, ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dello stesso istituto – e altri -. Il tutto parte dalla constazione che il virus possegga, pur nella sua virulenza, una parte debole che è possibile attaccare, ovvero la latenza, cioè periodi in cui tale virus appare “dormiente” e, dunque, secondo tale lavoro scientifico si agirebbe con un primo farmaco che “svegli” il virus latente all’interno delle cellule che vengono, con un procedimento chiamato stress ossidativo, distrutte. La necessità di risvegliare il virus è dovuta al fatto di dover riconoscere dall’esterno la cellula che ospita tale agente patogeno, altrimenti resterebbe invisibile ed inefficace la cura.

    Tale caratteristica sacrifica solo le cellule già infettate dal virus lasciando intatte quelle che non hanno avuto a che fare con l’agente patogeno e dunque mirando in maniera “intelligente” laddove si annida la malattia. “ La scoperta, pubblicata su Retrovirology, rappresenta un’importante occasione per sviluppare una ancora mancante terapia per curare definitivamente l’AIDS. Oggi infatti i farmaci in commercio servono solo a tenere sotto controllo l’infezione, ma non sono in grado di eradicarla dall’organismo “.

    A dire dei ricercatori i farmaci sono stati individuati al meglio e l’applicazione in ambito umano è quanto mai vicina.