Agricoltura: i GAS, un sistema per la salute

Agricoltura: i GAS, un sistema per la salute

La denutrizione è un problema che riguarda un miliardo di persone, un altro miliardo è supernutrito, una realtà che va compensata, una buona soluzione nel sistema dei GAS, gruppi di acquisto solidale

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    “Cibo per il futuro: come nutrire il Pianeta” è il titolo del seminario tenutosi presso la sala conferenze della Fiera “Fà la Cosa Giusta” il 24 ottobre, incontro con Andrea Calori e Giulio Senesi a cura di Manitese per parlare di cibo, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista culturale e sociale. Ne è emerso che i GAS – Gruppi di acquisto solidale, sono un sistema due volte salutare, vediamo insieme perché.

    Per capire le dimensioni del problema della fame del mondo serve cambiare il modo in cui viene vista e trattata. “Servono canali sempre più forti per dire come è la realtà e ampliare la possibilità di comunicazione” ha spiegato l’Assessore alla Solidarietà Internazionale Lia Beltrami Giovanazzi “nei miei viaggi nel Sud del Mondo ho visto cose molto dolorose che mi hanno profondamente segnata”. E spiega così come si riesce a capire se in un villaggio ci sono dei bambini che non potranno superare la denutrizione, che moriranno, che non potranno essere salvati nemmeno con le vitamine e gli integratori alimentari. Racconta come le madri spesso debbano trovarsi a scegliere se nutrire poco e in modo insufficiente i propri bambini o “sceglierne alcuni” a cui dare il poco cibo, sperando che basti.

    Dure testimonianze che convergono in una realtà in cui i dati confermano che la cattiva nutrizione è causa di malattia per due terzi della popolazione mondiale. “Un miliardo di persone soffre la denutrizione, un miliardo di persone è invece vittima di obesità e di eccesso di cibo, un terzo dell’umanità vive in modo corretto” intervenendo al convegno, Fabio Pipinato – una voce del sociale nota per l’impegno nel settore internazionale – descrive come gli ultimi dati della FAO resi noti pochi giorni fa denuncino una situazione molto grave, di peggioramento, simile per numeri ai livelli della crisi economica di Wall Street e peggiore di quella caduta degli anni settanta.

    “A New York la povertà porta un grande numero di newyorkesi a frequentare le mense dei poveri, intanto si usano jeep di cilindrata 5000 e grandi come autobus, invece accade in Africa che in capitali note come ad esempio Nairobi, esistano centri commerciali identici a quelli americani, di fianco alle baraccopoli, anche l’Africa ormai è fatta di 50 capitali, non è più solo un continente.”
    Africa, Europa, USA, per risolvere il problema dell’alimentazione nel mondo servono tre strategie: favorire il dialogo con il sud del mondo, far sviluppare il dialogo nel sud, creare un nuovo dialogo tra le nazioni del nord. Un fatto che non è proprio considerato dall’America tradizionalista “Il nostro stile di vita non si discute, scrivono i politici in campagna elettorale – racconta Pipinato – e invece è proprio lì che si deve andare a discutere” conclude “se i patti sono questi io non ci sto”.

    Dal punto di vista dell’alimentazione e del cibo si può descrivere la società. Il cibo diventa un punto di vista. Uno dei più facili da cambiare, rispetto ad altri settori.

    La globalizzazione ha portato i panini del Mc Donald’s fin nei paesi poveri, porta il latte asiatico in Europa, ha spostato le filiere di produzione in spazi logistici, che non sono compensati. Ma perché questo accade? Lo spiega nel suo libro Andrea Calori, autore di “Coltivare la città” un libro che parla del cibo come realtà di discussione. Dieci esperienze diverse per raccontare dieci realtà diverse. “Quello che mangiamo rappresenta anche le nostre idee”.

    Il convegno è stato organizzato in seno all’esperienza della fiera del consumo critico e sostenibile, perché questo tema è stato portato alla fiera Fà la Cosa Giusta e come mai proprio insieme a Mani Tese? Lo spiega Andrea Calori: “L’idea è di collegare il territorio al la propria produzione agricola, alla cultura, reciprocamente. La triangolazione che ha portato a Trento questo convegno è stata resa possibile dalle esperienze di tre realtà che convergono, si sono incontrate e hanno intenzione di continuare in una fase progettuale”.

    “Si parla di rivedere i principi dell’economia, unendo la cultura del cibo alla tutela del territorio, diversificare le produzioni applicando il sistema e la logica che sta alla base dei Gruppi di Acquisto Solidale” spiega Calori che non si può pensare a dei GAS che servano tutta la richiesta del settore alimentare, ma non ci sono ancora economi agricoli che riescano a trovare un tipo di economia produttiva alternativa che, invece di esaurire le risorse, le rigenerino.

    “Attualmente – spiega – si sta tentando di uniformare le produzioni, gli stessi tipi di panino in tutto il mondo, le stesse bibite, gli stessi tipi di mela, in questo modo dove si coltiva un genere alimentare non esiste altro, ma non ci sono meccanismi regolatori, questa spinta allo sfruttamento è iniziata con la industrializzazione e ora ha dimostrato di non reggere più. Per questo serve una alternativa e il modello dei GAS è buono.”

    “L’iniziativa oggi è stata portata a Trento – ha dichiarato Andrea Calori – ma seguirà in tutto l’ambito delle Fiere “Fà la Cosa Giusta” nell’ambito di “Terra Futura” e alla fiera dell’alimentazione di Palermo, per cominciare, il sodalizio con “Mani Tese” è frutto della triangolazione fortunata che unisce sotto il valore della cooperazione sia la ricerca scientifica che economica e la buona relazione e comunità di intenti.”

    Molto spesso si pensa che la grande produzione industriale, multinazionali, OGM, prodotti trattati, sia più controllata rispetto invece alla coltivazione diretta dei prodotti agrari venduti nei GAS: dal punto di vista della salute, lei ritiene preferibili questi prodotti? “Non è il mio settore specifico, ma mi baso su quanto riportato dagli esperti – ci tiene a precisare per Tanta Salute Andrea Calori – penso che un prodotto radicato sul suo territorio, coltivato in modo naturale e riproposto direttamente sul mercato attraverso i GAS sia consigliabile anche dal punto di vista della salute”.

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