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ADHD: sintomi, cause e rimedi

ADHD: sintomi, cause e rimedi
da in Bambini, Malattie
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23/12/2015 15:50

    ADHD

    I sintomi, le cause e i rimedi dell’ADHD sono noti in gran parte del mondo: si tratta, infatti, di un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente conosciuto come “Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività” o “ADHD” (dall’inglese, “Attention Deficit Hyperactivity Disorder”), che fa molto discutere per le sue caratteristiche e per le cure farmacologiche a cui, a volte, è necessario ricorrere. Come lascia intuire il suo nome, questa sindrome è caratterizzata da iperattività e inattenzione fuori dal normale. In Italia, pare che questo disordine colpisca circa l’1% delle persone tra i 6 e i 18 anni di età. Scopriamo, però, di più in merito a questo disturbo che interessa sia bambini che adulti.


    I sintomi principali dell’ADHD sono, prima di tutto, la facile inattenzione e distrazione: si tratta, cioè, di un’incapacità nel portare a termine le attività avviate e nella mancanza di attenzione per i dettagli. I bambini affetti da questa sindrome evitano di intraprendere attività che richiedano delle capacità organizzative e si dimenticano, spesso, di svolgere delle azioni importanti, perdendo anche oggetti con una frequenza assidua; oltre a ciò, manifestano un’incapacità nel mantenere l’attenzione attiva nel tempo in vari ambiti, che possono andare dalla scuola ai giochi e alle normali attività quotidiane. Altra caratteristica dell’ADHD è l’impulsività: il bambino colpito da questa sindrome non sa attendere il proprio turno in diversi ambiti, risponde senza riflettere e non valuta la pericolosità di determinate azioni. L’iperattività è, poi, il sintomo chiave: i bambini colpiti da ADHD non riescono a stare mai completamente fermi e, quando sono seduti, ad esempio, muovono o le mani o i piedi e manifestano l’esigenza di alzarsi e muoversi senza un motivo preciso. Il bambino ha, poi, una sensazione di instabilità, pressione, noia e tensione – sensazione che può peggiorare nell’età adulta – che deve trovare il modo di scaricare: se, infatti, un bambino normalmente vivace si diverte; un bambino con l’ADHD soffre per via dell’incontrollabile iperattività e attività motoria che lo isola e non gli permette di imparare o giocare con gli altri compromettendo, di fatto, il normale svolgimento della vita quotidiana e la resa scolastica. La perdita di concentrazione e la mancata capacità di applicare le norme di convivenza sociale minano la qualità delle relazioni interpersonali. I sintomi tendono a migliorare quando il soggetto impara a gestirli: se l’iperattività di norma pare scompaia durante l’adolescenza, non si può dire spesso lo stesso della distrazione, dell’aggressività e degli sbalzi d’umore che accompagnano durante tutta la vita il soggetto.


    Il “Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività” non è causato da un deficit cognitivo, ma da una difficoltà – presente in diversi contesti della vita del soggetto – nella capacità di pianificazione e nell’avere autocontrollo, che compromette lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Secondo alcuni studi, l’ADHD è causato in parte da fattori genetici ed ereditari: sono diverse le ricerche che hanno messo in evidenza il fatto che i bambini affetti da tale disturbo posseggano delle alterazioni funzionali dei circuiti cerebrali che riguardano l’autocontrollo, l’inibizione e l’organizzazione del pensiero e anche l’ereditarietà potrebbe essere una causa. Oltre a questo, altre ragioni scatenanti possono essere la nascita prematura, l’esposizione a elevate quantità di piombo durante la prima infanzia, il consumo di zucchero e additivi alimentari – come coloranti e conservanti – l’uso di alcol, droghe e fumo da parte della madre in gravidanza e lesioni cerebrali. Per quanto riguarda l’ambiente, sembra che questo non abbia una qualche importanza nel disturbo, se non quella di accentuare eventualmente i sintomi già presenti. Questa sindrome sembra colpire, inoltre, i maschi con maggior frequenza rispetto alle femmine. Gli affetti da ADHD corrono, poi, un maggior rischio di sviluppare disturbi come: disturbo opposizionale (ODD), disturbo della condotta, depressione – di cui è importante saper riconoscere i sintomi - disturbo bipolare – le cui cause sono diverse - ansia, nervosismo, disturbi dell’apprendimento e la sindrome di Tourette.


    Se esistono dubbi in merito alla presenza dell’ADHD, è bene contattare, il prima possibile, il pediatra di fiducia che saprà indirizzarvi verso medici esperti: come sempre, infatti, la tempestività aiuta nella risoluzione del problema e in una sua maggiore efficacia. Quando non trattata, questa sindrome può compromettere diverse aree dello sviluppo sia sociale che psichico del soggetto, disponendolo – potenzialmente – a patologie come depressione, tossicodipendenza, alcolismo e altri problemi simili. Importante è, dunque, fare una diagnosi: i sintomi – che non devono essere la semplice agitazione e vivacità, come spiegato prima – del disturbo devono essere presenti per almeno sei mesi, in vari ambiti della vita del bambino e devono essere comparsi prima del compimento dei sette anni di età, impedendo una normale vita sociale per il soggetto. Com’è ovvio, occorre escludere altre malattie o disturbi e lo si fa osservando i comportamenti del paziente, eseguendo esami e raccogliendo informazioni da diverse fonti, tenendo conto di numerosi fattori per una diagnosi precisa e corretta. Le cure per l’ADHD consistono in trattamenti psico-comportamentali – che includono cicli di incontri con genitori e insegnanti per attuare strategie comportamentali – e terapie farmacologiche sotto osservazione medica: in quest’ultimo caso, occorre, però, prestare molta attenzione ed evitare l’utilizzo dei medicinali, se non strettamente necessario. L’uso dei farmaci può causare effetti collaterali come inappetenza, perdita di peso, accelerazione del battito cardiaco, mal di stomaco, mal di testa, insonnia, vomito, dolori al torace e irritabilità. I bambini che sono seguiti da genitori, insegnanti, medici e psicologi hanno maggiori probabilità di diventare adulti equilibrati in futuro. I medici sapranno fornirvi tutti i consigli di cui necessitate per affrontare una problematica come l’ADHD. Quali sono alcuni di questi? Siate pazienti e calmi; stabilite degli orari da rispettare per il bambino; organizzate le attività quotidiane e i suoi oggetti; evitate i cambiamenti bruschi, che possono solo agitarlo e garantitegli il giusto riposo, perché la stanchezza può peggiorare i sintomi della sindrome. Infine, per gli affetti da ADHD, è bene effettuare controlli regolari dal medico.

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