Addensanti alimentari: quali sono e perché possono essere nocivi

Addensanti alimentari: quali sono e perché possono essere nocivi
da in Alimentazione, Sicurezza alimentare
Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/11/2016 07:07

    addensanti alimentari quali sono nocivi

    Addensanti alimentari: quali sono e perché possono essere nocivi? Rientrano nella più ampia categoria degli additivi alimentari e servono a rendere migliori le caratteristiche fisiche di alcuni alimenti, visto che forniscono consistenza e stabilità al prodotto. Di solito sono sostanze di origine naturale e non presentano rischi di natura tossicologica, anche se sono gli additivi più utilizzati nell’industria alimentare. Gli addensanti sono i responsabili della consistenza di prodotti come salse, budini, sottilette, zuppe e yogurt. Grazie a queste sostanze, i prodotti alimentari in questione possono assumere una consistenza densa e viscosa.

    Solitamente gli addensanti non risultano nocivi per l’organismo, ma bisogna prestare attenzione ai prodotti alimentari che li contengono, perché a volte hanno la capacità di mascherare delle carenze nella qualità delle materie prime utilizzate. Spesso gli addensanti vengono utilizzati in alcuni prodotti per nascondere delle carenze qualitative, perché un prodotto realizzato con materie prime scadenti può assumere la stessa consistenza di uno realizzato con buone materie prime se vengono aggiunti correttamente gli addensanti. E’ per questo motivo che spesso gli addensanti vengono utilizzati nelle gelatine e nelle marmellate di frutta. Bisogna poi ricordare che il processo di azione degli addensanti è collegato alla capacità di assorbire l’acqua. La preparazione si rigonfia e diventa più densa e cremosa. Tutto questo vuol dire che un impiego molto elevato di questi additivi alimentari potrebbe impoverire le caratteristiche nutrizionali degli alimenti, che potrebbero avere, al termine del processo di produzione, una minore quantità di vitamine, sali minerali, carboidrati, grassi e proteine.

    L’acido alginico, indicato dalla sigla E400, è ricavato da alcuni tipi di alghe. Si tratta di una sostanza solubile in acqua. Insieme ai suoi derivati, che formano dei gel dall’elevata solidità, l’acido alginico viene usato per mantenere in sospensione la polpa della frutta nei succhi, nei gelati, nelle zuppe, nella panna montata, nei salumi e nei paté.

    L’agar agar è una sostanza insolubile in acqua fredda e solubile in acqua calda. Può formare un gel dalla consistenza elevata, che si scioglie lentamente. Viene estratta da alcuni tipi di alghe rosse ed è utilizzata nei prodotti della pasticceria, nei salumi, nelle carni, nelle zuppe e nelle conserve vegetali. E’ una sostanza chiarificante per il vino e la birra. Ha degli effetti lassativi e alcune persone possono manifestare una certa sensibilità nei confronti di questa sostanza.

    Anche la carragenina viene estratta da alcune tipologie di alghe. Già parecchi secoli fa veniva utilizzata in Irlanda per la produzione di dolci con il latte. E’ una sostanza capace di stabilizzare le sospensioni e reagisce molto bene in associazione alle proteine del latte. Viene usata per i budini, per il latte in polvere, nei succhi di frutta, nel latte di soia e nella birra. Si tratta di un additivo molto discusso, che viene considerato comunque sicuro dalla FDA se si rispettano le dosi consigliate per l’industria alimentare.

    E’ un addensante ottenuto dai semi di carruba. Si tratta di una sostanza che può produrre delle soluzioni molto viscose e per questo motivo viene utilizzata come stabilizzante nelle zuppe, nelle salse e nelle bibite. Il suo impiego avviene anche nei prodotti della pasticceria e nella produzione di pane speciale. In genere non ha delle particolari controindicazioni e risulta ricca di calcio e di ferro.

    Viene ricavata dal guar, un vegetale dell’India e del Pakistan. Dagli anni ’50 questa sostanza viene utilizzata come additivo addensante. Trova impiego nei derivati del latte, nei gelati e nei prodotti alimentari che vengono sottoposti a processi di sterilizzazione ad alte temperature.

    Si tratta di una sostanza che può essere sintetica o naturale. Viene utilizzata come addensante nelle zuppe, nelle salse, nei gelati e nelle caramelle. Inoltre viene impiegata per rendere più elastica e resistente la pasta di zucchero. E’ una sostanza senza odore e sapore e risulta insolubile all’acqua. Ha delle proprietà lassative.

    E’ una sostanza stabilizzante che viene ricavata dalla resina dell’acacia. Questa sostanza è uilizzata nelle bevande gassate, nelle caramelle gommose, nelle salse, nelle zuppe disidratate, nel marzapane e per la chiarificazione del vino.

    E’ un prodotto realizzato a partire dall’amido di mais. La sostanza, resistente alla congelazione, è utilizzata spesso nei budini e per dare consistenza ai prodotti light. Viene utilizzata negli impasti con farine naturali senza glutine, perché rende migliore la loro consistenza. Se utilizzata in dosi giornaliere di 10g viene considerato un prodotto sicuro e senza effetti collaterali, che includono gonfiore e flatulenza. La gomma xantica può interferire con l’azione dei farmaci per il diabete. I soggetti con questa patologia, quindi, devono prestare una maggiore attenzione.

    La gomma di karaya è la sostanza che fuoriesce dal tronco e dai rami delle piante del genere Sterculia, diffuse in Asia. E’ addensante e stabilizzante, ma può avere degli effetti lassativi.

    1011

    LEGGI ANCHE