Acqua: troppi i pesticidi disciolti

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    una falda acquifera

    In Italia l’acqua è inquinata con sostanze pesticide utilizzate in agricoltura e studiate per contrastare la carica batterica, i funghi e tutti quei microrganismi potenzialmente nocivi per la salute, ma la verità è che tali sostanze giungono a noi attraverso l’acqua a seguito dello scioglimento nei terreni con la pioggia raggiungendo le falde acquifere; la conseguenza è che giungono, sia pure a basse concentrazione a noi che di fatto le assumiamo.

    A rilevare, studiare e quantificare tali sostanze è stata l’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e dalle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, che ha stilato apposito rapporto analizzando oltre 19 mila campioni di acqua e rilevando che in almeno metà di tali campioni c’erano quantitativi di sostanze inquinanti superiori a quanto ammesso e se poi si va a studiare la costituzione organolettica dell’acqua nella falda acquifera si rileva come sia contaminato il 27% del contenuto globale nei 2.054 punti studiati dove le concentrazioni di inquinanti è risultata del 15,5% superiore alla media.

    Particolarmente critica la contaminazione da Terbutilazina, utilizzata nella coltura del mais e del sorgo: nelle regioni dove l’uso della sostanza è più intenso, in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, la contaminazione interessa più dell’80% dei siti delle acque superficiali controllati. In Sicilia risulta di particolare evidenza la contaminazione di sostanze prima non presenti con molta frequenza, quali il fungicida carbendazim e gli insetticidi metomil e imidacloprid. Il Glifosate, infine, è uno degli erbicidi più utilizzato a livello nazionale ma è monitorato solo in Lombardia, dove è stato trovato nel 77,1% delle acque superficiali controllate.

    Fonte foto: Rivista di agricoltura