Acqua: qualità buona per balneazione

Acqua: qualità buona per balneazione

Le direttive per il rispetto delle acque e delle coste che sono entrate in vigore nel lontano 1976 e rinnovate nel 2006 hanno avuto successo: secondo i dati le zone costiere balneabili e le zone di laghi e fiumi non inquinate superano sempre il 90% un dato quello del 2008 più alto rispetto a qualsiasi anno precedentemente registrato

da in Acqua, Benessere, Inquinamento, Primo Piano, Sanità
Ultimo aggiornamento:

    Acque

    In fatto di acque balneabili l’interesse, specie nella stagione estiva, è molto intenso e alto, si tratta di un settore, quello turistico costiero, che richiede continue attenzioni, vuoi per le offerte di sviluppo che garantisce ai paesi di costa, vuoi per l’importanza che un’acqua marina sana ha per l’intero territorio che sul mare si affaccia. I risultati delle analisi delle acque di balneazione annuale è molto positivo e confortante per il 2008.

    La commissione europea, affrontando i dati delle analisi emersi dal rapporto presentato dalla Agenzia Europea ha rivelato come i maggiori luoghi marini analizzati rispettino lo standard che la unione europea si è posta in fatto di igiene e di pulizia delle coste. Una buona notizia questa, che a fine estate non può che confortare chi ha frequentato le coste: i dati parlano del 96% delle coste analizzate balneabili in buona salute e del 92% dei laghi e dei fiumi che arrivano almeno allo standard minimo consentito.

    Ogni anno sono milioni i turisti che decidono per le zone d’acqua dolce o salata e che fanno balneazione: la commissione europea, per voce del commissario per lo sviluppo Stavros Dimas ha dichiarato che: “Una buona qualità delle acque è una prerogativa indispensabile per la balneazione”.

    La qualità delle acque riscontrata nel 2008 rispetto agli anni in storico è salita dall’80% al 96% per le coste marine e oceaniche e dal 52% al 92% per fiumi e laghi.

    Per i bagnanti non rimane che seguire le indicazioni che troveranno sulle coste: sia per mare che per laghi e fiumi vale la regola che si può entrare in acqua a nuotare se sono esposti i cartelli di balneazione o, per le zone isolate, se non è dichiarato il contrario, ovvero qualora non vi siano dei cartelli che indicano il divieto alla balneazione.

    Per determinare la qualità delle acque di ogni sito analizzato sono state effettuate delle analisi di tipo fisico, chimico e microbatteriologico, paragonando e confrontando i dati su range che partono da un minimo livello a un massimo livello consentito per le diverse componenti, i dati sono quelli pubblicati nella Bathing Water Directive[1] e sono trasmessi dalle singole località presso le agenzie per l’ambiente e per l’igiene.

    La direttiva europea è stata rinnovata nel 2006 [2].

    [1] Directive 76/160/EEC on the quality of bathing water
    [2] Directive 2006/7/EC on the management of bathing water quality

    476

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AcquaBenessereInquinamentoPrimo PianoSanità
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI