Acqua: minerale o casalinga?

Acqua: minerale o casalinga?

Acqua in bottiglia o acqua del rubinetto? Difficile scegliere, in alcuni casi è meglio l'acqua del rubinetto, in altri casi l'acqua in bottiglia, nel video un simpatico modo per spiegare la differenza tra le acque, con la dovuta ironia, senza dover però necessariamente farne una crociata

da in Acqua, Alimentazione, Benessere
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    Dall’ Osservatorio Internazionale Food Beverage Equipment http://www.oifb.com alcune notizie in merito all’acqua che consumiamo durante i pasti, naturale, minerale, del rubinetto. In questo periodo di calura nasce spontanea la curiosità di chiedersi se sia meglio consumare dell’acqua da rubinetto o se sia meglio preferire l’acqua in bottiglia.

    L’acqua del rubinetto e quella della bottiglia sono profondamente diverse, il consumo della prima non è obbligatoriamente sostitutivo della seconda e viceversa, per motivi del tutto legati alla sicurezza, alla salute, al rischio di contaminazioni, le due acque sono del tutto diverse.

    Va detto che l’acqua più controllata è sempre quella del rubinetto, la cui certificazione è emessa direttamente dall’azienda sanitaria nel controllo periodico all’azienda municipale, che questo sia o meno vantaggioso non è ancora del tutto chiaro, ma statisticamente rimane un dato reale che l’acqua più spesso controllata sia quella del rubinetto.

    Diverso però il concetto di piacevolezza del bere, per niente collegato alla qualità: l’acqua delle grandi città per essere resa potabile necessità di un livello di clorazione permanente che rende olfattivamente e al gusto poco gradevole l’acqua del rubinetto, se a questo si aggiunge la temperatura non sempre fresca e adatta alle nostre esigenze, viene naturale cercare conforto nell’acqua in bottiglia depositata in frigo.

    Ma non deve essere su questa base che si pone la valutazione per la scelta di un prodotto indispensabile alle quotidiane necessità: l’acqua del rubinetto viene usata non solo per bere, ma anche per cucinare, per cui se fosse malsana a poco sarebbe servito consumarne in bottiglia.

    I dati dei consumi attuali riferiscono che per la maggiore l’italiano medio non disdegna affatto l’acqua del rubinetto, tedenzialmente la usa, nella media il 40% delle persone beve l’acqua trattata o non trattata, ma presa direttamente dal rubinetto di casa. L’uso non regolare è tipico del 70% degli italiani.

    Un libro intitolato “Qualcuno vuole darcela a bere” spiega con precisione la differenza tra l’acqua domestica e quella industriale, facendo riferimento alla normativa europea, che prevede due diversi protocolli per le due acque e che in questo modo divide in due i tipi di prodotto.

    Norme molto più restrittive per l’acqua comunale e meno per l’acqua in bottiglia, motivate dal fatto che l’acqua oligominerale riporta valori medi stabilizzati che fanno parte di una logica di produzione in cui il prodotto che si va a comprare non è un prodotto standard, ma un prodotto che di marca in marca si differenzia per finalità terapeutiche, come dire che l’acqua in bottiglia contiene quantità di minerali e sostanze che serviranno per chi la compra secondo le necessità, da cui il fatto che il consumatore diventa l’artefice del suo destino leggendo le etichette delle diverse marche e selezionando la sua, un fatto che non può essere tale per un intero comune, che deve avere a diposizione una acqua normalizzata, adatta a tutti, salubre, decontaminata, potabilizzata e filtrata dalle sostanze improprie.

    Nonostante il consumo di acqua da runibetto aumenti l’Italia rimane uno dei paesi al mondo in cui il consumo di minerali è più abbondante che non nel resto del mondo, sono ben 172 i litri pro capite consumati dall’italiano medio in un anno.

    L’unico dato che è evidente a tutti è che il consumo di acqua da rubinetto ha anche una logica economica: l’acqua consortile viene pagata meno dell’acqua in bottiglia, un buon motivo per decidere di fare in modo che sia sempre buona e sana, in modo da evitare la spesa in acqua confezionata, utile nei casi in cui ci siano patologie che ne rischiedono esplicitamente l’uso, dall’influenza alle malattie cardiache, dalla cistite alla ritenzione idrica, dalla gravidanza alla prima infanzia, dalle malattie metaboliche al cancro, casi in cui l’uso dell’acqua sbagliata o giusta è profondamente determinante lo stato di salute della persona e in cui l’acquisto dell’acqua in bottiglia è indispensabile.

    Fonte: Il Velino Radio

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