Acido Folico: guai se manca in gravidanza

Acido Folico: la carenza in gravidanza fa disastri al nascituro

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    La gravidanza è quella condizione naturale che richiede maggiori quantità di acido folico

    L’Acido Folico fa parte del grande gruppo delle vitamine idrosolubili, ovvero, che si solubilizzano nell’acqua. Nel caso dell’Acido Folico, inoltre, l’assorbimento di questa vitamina avviene a livello intestinale e, precisamente, nell’intestino tenue.

    Ciò potrebbe far pensare che un’affezione di questa parte del tratto intestinale potrebbe portare a casi di malassorbimento dell’acido folico, ma non è solo questa la condizione patologica che conduce a ipovitaminosi da folati,esistendo anche altre malattie che si concretizzano con lo stesso risultato patologico.

    L’acido folico è già presente in natura nei vegetali e in molti frutti, nell’uomo il fabbisogno medio è di circa 0,2 mg. al giorno, ma nella donna gravida tale fabbisogno si raddoppia al punto che, essendo i folati sensibili a luce e cottura, la gravida può manifestare carenza di questa vitamina pur pensando di osservare un corretto regime dietetico, tant’è che i medici raccomandano alle donne in stato di gravidanza, una dieta ricca di vegetali, anche crudi e frutta fresca.

    Tuttavia le riserve di folati nell’organismo assicurano, in condizione di normalità, un quantitativo utile per coprire un fabbisogno di oltre due mesi anche in assenza di approvvigionamento esterno della vitamina stessa, ma alcune patologie come il diabete, la celiachia, o particolari condizioni come l’alcolismo, causano malassorbimento di questa vitamina, con tutte le conseguenze del caso.

    Poiché, come visto, nella gravida il fabbisogno di acido folico è alto, ci si chiede perché l’organismo richieda una così elevata quantità di folati; il motivo è semplice, il feto si avvale delle riserve della madre per far fronte al proprio fabbisogno di acido folico, necessario per portare a compimento lo sviluppo del tubo neurale. Dunque, la donna in stato di gravidanza, ha bisogno di grandi quantità di questa vitamina nei primi momenti della condizione di futura mamma, visto che la costituzione del tubo neurale avviene nelle prime fasi dello sviluppo dell’embrione e che, come ormai acclarato da tempo, carenze di acido folico sarebbero responsabili di gravi malformazioni congenite del nascituro. Questo fatto orienterebbe ancora di più verso la necessità di gravidanze programmate, poiché l’aumentato del abbisogno di folati potrebbe avvenire quando la donna non sa ancora di essere gravida, ovvero, entro i primi trenta giorni e potrebbe, per questo fatto, non orientarsi verso una dieta ricca di questa vitamina.

    La carenza di acido folico è una condizione che può manifestarsi anche in situazioni diverse dalla gravidanza o da quelle già citate e in questo caso, si parla di vere e proprie anemie megaloblastiche, spesso associate a carenza di altri costituenti, uno fra tutti, lo zinco, ad esempio. Tali carenze sarebbero attribuibili, non solo a vere e proprie patologie, ma non è raro il caso in cui, le stesse terapie per fronteggiare alcune malattie, causino malassorbimento di acido folico.

    Per curare la carenza di acido folico, oltre ad un regime dietetico appropriato, si fa ricorso ad integratori che, su consiglio del medico, possono essere assunti sia oralmente che mediante terapia iniettiva, anche se in questo caso, il medico sa, a priori, che la quantità di folati supererà l’effettiva necessità del paziente ma questa situazione è ampiamente compensata dal fatto che le quantità di folati in eccesso vengono espulse con le urine, anche se, nell’acido folico e, in parte, come per altre vitamine,gli eccessi vanno sempre controllati.

    Insomma, i metodi per scoprire e correggere dieteticamente e farmacologicamente le ipovitaminosi da folati esistono al punto che, il rischio di una forma patologica da carenza di questi costituenti è sempre facilmente contrastabile, in tutte le condizioni.