Aborto spontaneo: scoperto un meccanismo alla base

Aborto spontaneo: scoperto un meccanismo alla base

Il corpo della mamma non attacca il feto, anche se estraneo, perchè vengono prodotte delle particolari cellule protettive; se il meccanismo si altera, c'è il rischio di aborto spontaneo: è una scoperta tutta italiana

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    Il feto nel grembo materno

    Il sistema di difesa dell’organismo umano è fatto per attaccare tutto ciò che non riconosce come parte del corpo: virus, batteri, ma anche, con il fenomeno noto come rigetto, organi e tessuti non compatibili. A lungo, quindi, i medici si sono interrogati sul perché il feto, costituito per metà da geni estranei a quelli della madre (quelli paterni), non venga rigettato dall’organismo della donna.

    Finora si sapeva solo che nei primi mesi della gravidanza, la madre sviluppa particolari cellule di difesa, chiamate “treg” che sono in grado di bloccare l’attacco del sistema immunitario, evitando il rigetto del feto. Non si sapeva, però, come venisse indotta la produzione di queste cellule.

    La risposta arriva oggi da uno studio tutto italiano, condotto da un’equipe di ricercatori dell’Istituto Gaslini, dell’Università di Genova e dell’IST e che sarà presto pubblicato sulla rivista scientifica “Proceedings of the National Accademy of Science”.

    I ricercatori avrebbero individuato il ruolo di particolari cellule, le NK, cioè “natural killer”, presenti nel sangue e nella placenta, già note perché in grado di uccidere tumori e cellule infettate da virus. I ricercatori hanno scoperto che nella placenta le NK agiscono in modo diverso da quello noto, producendo sostanze che favoriscono la crescita dei tessuti e la formazione di nuovi vasi per nutrire il feto, ma non solo: “Nella placenta, le cellule NK si scambiano informazioni con un particolare tipo di macrofagi specializzati. In seguito a questa “conversazione”, viene impartito il comando (attraverso “messaggeri solubili” quali citochine) di formare moltissime Treg. Le Treg a questo punto bloccano ogni tentativo del sistema immunitario della madre di eliminare il feto” spiega il professor Lorenzo Moretta, Direttore Scientifico del Gaslini.

    Se le NK proteggono il feto, si intuisce come una loro alterazione possa produrre un effetto contrario: “Questo meccanismo può risultare alterato, per esempio per un deficit di cellule NK o di un inefficace scambio di informazioni tra cellule.

    Ecco che non vengono prodotte Treg e il feto viene aggredito dalle cellule killer e dagli anticorpi materni. Il risultato più frequente è l’aborto” spiega la professoressa Maria Cristina Mingari professore di Immunologia dell’Università di Genova.

    Un passo avanti, quindi, nella comprensione dei meccanismi che possono causare un aborto spontaneo, un fenomeno che incide sul 20% delle gravidanze dopo i 40 anni e che trova cause di diverso tipo: alterazioni dell’ovocita (spesso legate all’età avanzata della madre), ma anche alterazioni anatomiche e ormonali e, come emerso con questo studio, immunologiche. Approfondire questi meccanismi potrà forse permettere di studiare interventi terapeutici efficaci.

    Immagine tratta da: med.unibs.it

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