Aborto: Benedetto XVI sulla 194

Aborto: Benedetto XVI sulla 194

L'aborto non puo' essere praticato se non entro i 90 giorni, se comunque effettuato e' perseguibile come reato in quanto mette a rischio la vita della gravida: la legge italiana non e' concepita per usare l'aborto come strumento di controllo delle nascite, in quanto nella nostra societa' non esistono leggi sociali legae alle caste, alla distinzione dei sessi relativamente al diritto alla vita, regole di patriarcato o di matriarcato e imposizioni tribali, sono invece diffusi, allo scopo di evitare la gravidanza non desiderata, metodi anticoncezionali sicuri e validi

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    Donna

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    Svilimento del senso della procreazione e del valore della vita
    , ha dichiarato papa Benedetto XVI per commentare alla diatriba causata dalla messa in discussione della legge 194, opera delle parti politiche in conflitto in merito, eppure secondo gli opertori sanitari la 194 non e’ la migliore delle leggi, ma e’ l’unica attualmente percorribile.

    La legge numero 194 risale al 1978, prevede che le donne in stato di gravidanza possano ricorrere all’aborto, purche’ non sia cercato come metodo di regolazione delle nascite e di interruzione immotivata: l’operazione si puo’ fare entro i 90 giorni dalla ultima mestruazione, e i motivi per cui si decide di abortire devono essere legati a conseguenze non sostenibili sulla salute fisica e/o psichica della gravida, circostanze di disagio sociale o economico, eventuali malformazioni che pregiudichino la vita del concepito o mettano a rischio la vita della gravida, circostanze del concepimento poco chiare, come l’abuso o l’obbligo a concepire.

    L’aborto non puo’ essere praticato se non entro i 90 giorni, se comunque effettuato e’ perseguibile come reato in quanto mette a rischio la vita della gravida: la legge italiana non e’ concepita per usare l’aborto come strumento di controllo delle nascite, in quanto nella nostra societa’ non esistono leggi sociali legate alle caste, alla distinzione dei sessi relativamente al diritto alla vita, regole di patriarcato o di matriarcato e imposizioni tribali, sono invece diffusi, allo scopo di evitare la gravidanza non desiderata, metodi anticoncezionali sicuri e validi.

    La posizione della chiesa pero’, su questo tema, oltre che non considerare la possibillita’ che la prevenzione alla gravidanza sia piu’ rispettosa della vita, che non il rischio di dover abortire, pone l’accento piu’ che sul concetto sanitario dell’aborto, sull’aspetto psicologico.

    Secondo il Vaticano la legge 194 porterebbe a pensare al concepimento come a un fatto accidentale, svilendone il senso; l’affermazione di Benedetto XVI si inserisce nel contesto di una riunione in sede al “Movimento per la vita”. L’aborto e’ vissuto in Italia come un fatto legale, pur nel suo essere doloroso e tragico, ma questa legalizzazione ne causa un appiattimento morale che ne da’ un profilo piu’ simile all’aspetto di una malattia che di una decisione etica. Averlo reso possibile, secondo il papa, ha in parte cancellato il valore culturale e sociale della procreazione.

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