8 erbe commestibili da raccogliere in primavera

8 erbe commestibili da raccogliere in primavera
da in Erbe Officinali, Rimedi naturali
Ultimo aggiornamento: Sabato 12/03/2016 13:15

    Erbe

    Quali sono le erbe commestibili da raccogliere in primavera? Con la bella stagione alle porte, si inizia a pensare alle lunghe passeggiate da fare durante le belle giornate di sole; in queste occasioni, potrebbe capitare di imbattersi in campagne e prati ricchi di colori, erbe e fiori e la voglia di farne una scorta potrebbe essere forte. È, però, importante essere in grado di riconoscere le erbe commestibili da quelle che non lo sono: certamente, serviranno un paio di forbici e un cestino o un sacchetto in cui riporre il raccolto primaverile, ma anche una guida potrebbe rivelarsi utile con le sue descrizioni e le immagini dettagliate. Per maggiore sicurezza, però, sarebbe meglio evitare di raccogliere le piante di cui non si è sicuri, in quanto ne esistono di molto simili e alcune con effetto velenoso: al massimo, raccoglietene un po’ da conservare a parte per studiarle meglio a casa o scattate una fotografia per approfondirle con la dovuta calma e attenzione. Siete curiosi di scoprire qualcosa in più in merito? Ecco alcune delle erbe commestibili da raccogliere in primavera.

    Ortica

    L’ortica – il cui nome scientifico è Urtica Dioica – è una delle piante più diffuse nei prati e negli orti che, comunemente, conosciamo: solitamente, fiorisce durante il periodo estivo e si può trovare nei pressi dei muri. Forse, non tutti sanno che l’ortica è ricca di proprietà benefiche e ha un alto contenuto di vitamina C, ma contiene anche molto ferro.

    Malva

    La raccolta di erbe commestibili può comprendere anche la malva – nome originario Malva Sylvestris – anch’essa molto comune: questa pianta è da sempre utilizzata per apportare benefici alle vie respiratorie. La malva vanta numerose proprietà curative e fiorisce in primavera e in autunno.

    Cicoria

    La cicoria vera è una pianta molto diffusa in pianura: il suo nome originario è Cichorium Intybus e, anche se fiorisce durante l’estate, la raccolta avviene proprio prima della fioritura, in questo periodo.

    Tarassaco

    Il tarassaco – conosciuto anche come “dente di leone”, il cui nome scientifico è Taraxacum Officinale – è caratterizzato da foglie dal gusto amaro che, però, sono estremamente ricche di ferro e, dunque, può essere considerato un ottimo alleato in caso di anemia.

    Finocchio selvatico

    Il finocchio selvatico – conosciuto anche come Foeniculum Sylvestre – è un alimento estremamente prezioso: si tratta di una pianta che fiorisce nel periodo che va da luglio ad agosto e di cui è possibile consumare sia le foglie che i germogli e i semi.

    Carota selvatica

    La carota selvatica – il cui nome scientifico è Daucus Carota – è una pianta che fiorisce durante il periodo estivo e che è possibile reperire in luoghi pietrosi: è possibile consumarne radici e foglie.

    Margherita pratolina

    La margherita pratolina – conosciuta anche come Bellis Perennis – è una delle piante più amate e conosciute in tutto il mondo: si tratta delle comuni margherite, di cui è possibile consumare le foglie più tenere – queste vanno raccolte prima della fioritura – mentre i fiori sono ottimi per le loro proprietà depurative e disintossicanti.

    Bardana

    Infine, la bardana – il suo nome scientifico è Arctium Lappa – è una pianta abbastanza diffusa, la cui fioritura avviene in estate: di essa, è possibile raccogliere radici, steli floreali, foglie e piccioli. Per non compromettere la sua presenza sul territorio è, però, consigliabile spargere i suoi semi una volta raccolta la radice, staccandoli dalla pianta.

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