8 erbe commestibili da raccogliere in primavera

Quali sono le erbe commestibili da poter raccogliere in primavera? La natura ha molto da offrire e regalarci. Scopriamo di più in merito.

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    Quali sono le erbe commestibili da raccogliere in primavera? Con la bella stagione alle porte, si inizia a pensare alle lunghe passeggiate da fare durante le belle giornate di sole; in queste occasioni, potrebbe capitare di imbattersi in campagne e prati ricchi di colori, erbe e fiori e la voglia di farne una scorta potrebbe essere forte. È, però, importante essere in grado di riconoscere le erbe commestibili da quelle che non lo sono: certamente, serviranno un paio di forbici e un cestino o un sacchetto in cui riporre il raccolto primaverile, ma anche una guida potrebbe rivelarsi utile con le sue descrizioni e le immagini dettagliate. Per maggiore sicurezza, però, sarebbe meglio evitare di raccogliere le piante di cui non si è sicuri, in quanto ne esistono di molto simili e alcune con effetto velenoso: al massimo, raccoglietene un po’ da conservare a parte per studiarle meglio a casa o scattate una fotografia per approfondirle con la dovuta calma e attenzione. Siete curiosi di scoprire qualcosa in più in merito? Ecco alcune delle erbe commestibili da raccogliere in primavera.

    1. L’ortica

    L’ortica – il cui nome scientifico è Urtica Dioica – è una delle piante più diffuse nei prati e negli orti che, comunemente, conosciamo: solitamente, fiorisce durante il periodo estivo e si può trovare nei pressi dei muri. Forse, non tutti sanno che l’ortica è ricca di proprietà benefiche e ha un alto contenuto di vitamina C, ma contiene anche molto ferro.

    2. La malva

    La raccolta di erbe commestibili può comprendere anche la malva – nome originario Malva Sylvestris – anch’essa molto comune: questa pianta è da sempre utilizzata per apportare benefici alle vie respiratorie. La malva vanta numerose proprietà curative e fiorisce in primavera e in autunno.

    3. La cicoria vera

    La cicoria vera è una pianta molto diffusa in pianura: il suo nome originario è Cichorium Intybus e, anche se fiorisce durante l’estate, la raccolta avviene proprio prima della fioritura, in questo periodo.

    4. Il tarassaco

    Il tarassaco – conosciuto anche come “dente di leone”, il cui nome scientifico è Taraxacum Officinale – è caratterizzato da foglie dal gusto amaro che, però, sono estremamente ricche di ferro e, dunque, può essere considerato un ottimo alleato in caso di anemia.

    5. Il finocchio selvatico

    Il finocchio selvatico – conosciuto anche come Foeniculum Sylvestre – è un alimento estremamente prezioso: si tratta di una pianta che fiorisce nel periodo che va da luglio ad agosto e di cui è possibile consumare sia le foglie che i germogli e i semi.

    6. La carota selvatica

    La carota selvatica – il cui nome scientifico è Daucus Carota – è una pianta che fiorisce durante il periodo estivo e che è possibile reperire in luoghi pietrosi: è possibile consumarne radici e foglie.

    7. La margherita pratolina

    La margherita pratolina – conosciuta anche come Bellis Perennis – è una delle piante più amate e conosciute in tutto il mondo: si tratta delle comuni margherite, di cui è possibile consumare le foglie più tenere – queste vanno raccolte prima della fioritura – mentre i fiori sono ottimi per le loro proprietà depurative e disintossicanti.

    8. La bardana

    Infine, la bardana – il suo nome scientifico è Arctium Lappa – è una pianta abbastanza diffusa, la cui fioritura avviene in estate: di essa, è possibile raccogliere radici, steli floreali, foglie e piccioli. Per non compromettere la sua presenza sul territorio è, però, consigliabile spargere i suoi semi una volta raccolta la radice, staccandoli dalla pianta.