3 regole per mangiar bene e mantenersi in salute

3 regole per mangiar bene e mantenersi in salute: dai pasti regolari all'alimentazione equilibrata.

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    Che mangiare bene sia importante per preservarsi in salute è ormai un dato di fatto anche se, per arrivare a questa conclusione, ci abbiamo messo anni. A dimostrarlo gran parte dei recenti studi sull’argomento, secondo i quali una dieta ricca di prodotti ortofrutticoli e povera di grassi animali è un vero toccasana contro malattie a tutto tondo. Tesi che ha radici lontane, addirittura nella medicina tradizionale cinese e indiana, a dimostrazione che la saggezza antica custodisce verità da riconsiderare alla luce delle nuove conoscenze. Ma di fatto cosa significa mangiare bene? Ecco alcuni consigli ad hoc.

    1. Fare pasti regolari

    La regolarità dei pasti, che dovrebbero essere minimo 3 al giorno, è il primo step di una dieta sana ed equilibrata. Ed è il miglior modo per mantenersi in salute ed evitare, nel contempo, di prendere peso. Un’alimentazione destrutturata negli orari induce, infatti, l’organismo a economizzare le riserve di cibo e a immagazzinare velocemente le calorie degli alimenti ingeriti, aumentando la sensazione di fame improvvisa.

    2. Privilegiare una dieta equilibrata

    Una dieta sana prevede un’alimentazione variegata, in cui non devono mai mancare frutta e verdura di stagione, legumi secchi o freschi e cereali. Meglio ridurre, invece, il consumo di dolciumi, fritti e alimenti di origine animale, in special modo carne rossa, salumi e insaccati, da rimpiazzare possibilmente con carne bianca, più leggera, e pesce azzurro. I formaggi, pur non essendo sconsigliati, vanno consumati con parsimonia, massimo 2-3 volte alla settimana. Infine, per quanto riguarda il condimento, ottimo è il classico olio extravergine di oliva.

    3. Mangiare lentamente

    Mangiare lentamente è, purtroppo, un’abitudine difficile da mettere in pratica, presi come siamo da ritmi di vita troppo frenetici. Eppure i benefici di una masticazione lenta sono innumerevoli: se da un lato favorisce la digestione alleggerendo notevolmente il lavoro dello stomaco, dall’altro permette di assaporare pienamente il cibo, godendone fino in fondo. Ma non è tutto: secondo i monaci buddisti, mangiare con lentezza sarebbe una forma di meditazione, specialmente se i pasti vengono consumati in silenzio, concentrando l’attenzione sull’azione in atto. Pratica che si rivelerebbe benefica a livello psicologico, inducendo una riduzione dello stress e favorendo il ripristino di ritmi di vita più sani. Per non parlare poi della riduzione dei cosiddetti attacchi di fame, che insorgono soprattutto in chi mastica rapidamente.

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