10 additivi alimentari a cui fare attenzione

10 additivi alimentari a cui fare attenzione
da in Alimentazione
Ultimo aggiornamento: Domenica 10/04/2016 08:19

    additivi alimentari

    Gli additivi alimentari si rivelano delle sostanze, alle quali fare attenzione, perché non abbiano effetti collaterali sulla nostra salute. A volte si tratta di sostanze naturali, che hanno l’obiettivo di esaltare il sapore di un cibo e che non hanno conseguenze sul benessere dell’individuo. Altre volte, invece, abbiamo a che fare con elementi artificiali, che dovrebbero essere oggetto di prudenza. La legislazione europea ammette più di 300 additivi. Fare un po’ di chiarezza fra di essi significa anche badare alla questione della sicurezza alimentare. Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte agli alimenti per esaltarne, “abbellirne”, prolungarne o migliorarne le caratteristiche e le qualità. Per legge, devono essere riportati, a chiare lettere o, meglio, con l’apposita sigla, sull’etichetta del cibo che li contiene. Per evitare brutte sorprese, meglio controllare la presenza di additivi, naturali o artificiali, innocui o potenzialmente pericolosi, prima di acquistare un alimento. La sigla è rappresentata da una “E” seguita da una cifra: ecco qualche “dritta” per decodificare gli additivi alimentari meno affidabili.

    I coloranti

    Gli additivi alimentari indicati con le sigle da E100 a E199 sono i coloranti naturali o artificiali. Non di tutti i coloranti alimentari ci si può fidare, perché alcuni destano delle perplessità. L’E122 è l’azorubina, che conferisce un colore rosso con sfumature bluastre. In alcuni Paesi europei, come la Norvegia, la Svezia e l’Austria, è proibito, perché le associazioni dei consumatori ritengono che costituisca una sostanza pericolosa per la salute, soprattutto per gli individui che soffrono di asma e che sono intolleranti all’aspirina, agli antinfiammatori e ai farmaci antifebbrili. L’E127 è l’eritrosina, che troviamo in genere nelle caramelle, nei gelati e nella frutta sciroppata. A dosi elevate potrebbe far aumentare il rischio di incorrere nei tumori alla tiroide. L’E131 dà un colore blu scuro. Può determinare l’insorgere di allergie, di prurito, di nausea e di ipotensione. Inoltre in alcuni soggetti si sono manifestati degli shock anafilattici.

    I conservanti

    E200-E299: sono i conservanti, le sostanze aggiunte agli alimenti per contrastarne il deterioramento e l’azione di batteri e muffe. Tra questi, meglio fare attenzione ai nitriti e ai nitrati (E249-E252), che rischiano, a concentrazioni elevate, di avere un pericoloso effetto cancerogeno. Il benzoato di potassio, che è indicato con la sigla E212, se viene combinato con la vitamina C, può formare il benzene, che è cancerogeno. La formaldeide (E240) crea molti dubbi. E’ utilizzata in molti ambiti, ma è stato visto che provoca il cancro nei roditori; inoltre è capace di interferire con i legami tra il dna e le proteine.

    Gli antiossidanti

    Gli antiossidanti, che hanno il preciso scopo di contrastare gli effetti dell’ossidazione degli alimenti provocati da luce e aria, sono rappresentati dalle sigle da E300 a E322. Gli ascorbati (da E300 a E303), se presi ad alte dosi, possono provocare diarrea, carie e calcoli renali. Si trovano soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati, nelle conserve di pesce, nelle confetture, nei budini, nei succhi di frutta, nelle caramelle e nella birra. Particolare attenzione anche al tocoferolo di sintesi – a/c (E307, E308, E309), che si trova nella margarina, nella maionese e nel burro. Ad elevate dosi può provocare disturbi renali e macchie sulla pelle.

    Il glutammato monosodico

    E621: è una sigla da ricordare e, se possibile, da evitare; si tratta del glutammato monosodico, un esaltatore della sapidità di alcuni alimenti dagli effetti potenzialmente dannosi per la salute. Può provocare fenomeni di allergia, che rientrano in quella che è stata chiamata “sindrome da ristorante cinese”. Nella cucina asiatica si fa un ampio uso di questo ingrediente, che possiamo ritrovare soprattutto nei cibi confezionati e in quelli già pronti. I sintomi più comuni sono il mal di testa e la sensazione di debolezza.

    I polifosfati

    Tra gli alleati più pericolosi degli alimenti di scarsa qualità ci sono i polifosfati, sostanze sfruttate per la loro capacità di trattenere acqua nei cibi. Le preoccupazioni sul loro utilizzo riguardano la loro possibile interferenza sull’assorbimento di alcuni minerali, soprattutto il calcio. Il consumo elevato di questi additivi (E450, E451, E452) potrebbe interferire con il processo di calcificazione ossea.

    I solfiti

    Da E220 a E228, i solfiti sono sostanze conservanti che possono rivelarsi rischiose per la salute: assunti in concentrazioni elevate, possono provocare mal di testa, reazioni allergiche e problemi respiratori. Li troviamo soprattutto nel vino, dove sono presenti in maniera naturale in seguito alla fermentazione alcolica. Gli individui possono sviluppare in qualsiasi momento della loro vita una particolare sensibilità ad essi. Gli esperti pensano che la sensibilità vari da persona a persona e, quindi, non si conosce quale sia la soglia minima, in grado di scatenare una reazione allergica.

    I dolcificanti

    Tra i dolcificanti artificiali presenti negli alimenti è uno dei più conosciuti, ma anche uno dei meno affidabili: è l’aspartame (E951) che, secondo recenti studi scientifici, potrebbe avere effetti cancerogeni. Più esattamente può essere definito come un edulcorante, usato in Europa in moltissimi prodotti, come le bevande, le gomme da masticare, la pasticceria, i latticini e i dietetici. Ha un elevato potere dolcificante e apporta poche calorie. Più che altro si deve badare a quanto se ne assume: la dose accettabile ammessa è pari a 40 mg/kg/giorno (kg indica il peso corporeo).

    I correttori di acidità

    E325-E385: queste sigle comprendono i correttori di acidità; meglio evitare, di questa categoria, i derivati dell’acido fosforico (E338-E343), pericolosi “ladri” di calcio. Per la maggior parte di essi si può essere sicuri; per alcuni, quelli che vanno da E338 a E343, si deve fare un po’ di attenzione, perché sono degli additivi che contengono fosforo. Quest’ultimo, se assunto a dosi elevate, è in grado di interferire con il metabolismo del calcio. L’E380 dovrebbe essere completamente eliminato, perché i suoi effetti non sono stati chiariti: il rischio è quello di tossicità per l’organismo.

    Gli emulsionanti e gli addensanti

    E400-E495: queste sostanze sono gli emulsionanti alimentari e gli addensanti, utili per dare più consistenza agli alimenti. Si deve fare una certa attenzione all’E407, che si trova nei gelati, nella maionese, nei budini, nelle caramelle, nelle carni in scatola e nella frutta candita. Gli esperti hanno un’opinione controversa su questa sostanza, la quale potrebbe avere degli effetti cancerogeni. In forti dosi potrebbe causare anche coliti ulceranti. L’E414, che troviamo nei prodotti dolciari da forno, nelle salse e nelle creme per pasticceria, in individui sensibili, per esposizione professionale, ha determinato l’insorgenza di asma e riniti.

    La tartrazina

    E102 è la sigla di una sostanza da cui tenersi alla larga quando si scelgono i prodotti alimentari da acquistare. E’ la tartrazina, un composto sintetico potenzialmente responsabile di numerosi disturbi, dall’asma, alla rinite, fino all’emicrania.

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